La Repubblica 17/11/2006, Giovanni Pons, Cristina Zagaria, 17 novembre 2006
Bell, si riapre il caso della maxi-evasione. La Repubblica 17 novembre 2006. Milano. Si riapre il caso Telecom Bell e l´indagine sulla presunta evasione fiscale da 680 milioni di euro da parte di Emilio Gnutti e degli altri soci della società lussemburghese
Bell, si riapre il caso della maxi-evasione. La Repubblica 17 novembre 2006. Milano. Si riapre il caso Telecom Bell e l´indagine sulla presunta evasione fiscale da 680 milioni di euro da parte di Emilio Gnutti e degli altri soci della società lussemburghese. L´ufficio dei giudici per le indagini preliminari ha restituito alla procura gli atti dell´inchiesta relativa alla «maxievasione fiscale» insieme con la richiesta di archiviazione di cui i pm Maria Letizia Mannella e Carlo Nocerino avevano chiesto la revoca. Il fascicolo adesso è di nuovo sul tavolo dei magistrati. Situazione si è completamente ribaltata rispetto a un anno fa, grazie a «nuovi elementi», dicono gli inquirenti. L´accusa vuole arrivare al processo in tempi brevi, brevissimi. Sembra molto probabile l´ipotesi della citazione diretta a giudizio, saltando il filtro dell´udienza preliminare dal momento che il reato ipotizzato lo consente. I termini delle indagini sono ampiamente scaduti e i pm possono esclusivamente utilizzare le novità emerse da altre inchieste su Emilio Gnutti, presumibilmente quelle riguardanti le scalate bancarie del 2005, per riformulare conclusioni diverse da quelle presentate in passato. Secondo indiscrezioni la chiusura delle indagini potrebbe arrivare entro la fine dell´anno, proprio per recuperare il tempo perso. Così, a sorpresa, un´indagine arrivata al punto morto della richiesta di archiviazione riprende vita: grazie all´insolito strumento della revoca formulata dall´accusa. L´inchiesta era nata in seguito al passaggio di mano della proprietà di Telecom avvenuta nell´estate del 2001. A vendere era stata la finanziaria lussemburghese Bell che a fronte del trasferimento del 23,5% del capitale Olivetti incassò fino a 6,5 miliardi di euro da Pirelli e Edizione Holding le quali per l´occasione costituirono la scatola finanziaria Olimpia. L´ipotesi accusatoria venne però smontata dai periti nominati dalla stessa procura che certificarono come la Bell fosse a tutti gli effetti una società lussemburghese e dunque non obbligata a pagare le tasse al fisco italiano. Un parere supportato anche dall´Agenzia delle Entrate e dai tributaristi dell´ex studio Tremonti che aveva portato i pm a formulare la richiesta d´archiviazione. Gli stessi periti, peraltro, non sono mai stati pagati per decisione della procura perché non avrebbero risposto al quesito principale sull´ammontare della somma evasa e un loro ricorso in merito era stato rigettato dal Tribunale. Difficile immaginare quali elementi nuovi siano stati individuati dagli inquirenti per giustificare un tale cambiamento di rotta. indubbio, d´altronde, che le inchieste che ruotano intorno alla Telecom sono ormai diverse. C´è quella sui dossier illegali condotta dai pm Napoleone, Civardi e Piacente, c´è l´indagine per presunto aggiotaggio aperta contro ignoti da Francesco Greco, Carlo Nocerino e Laura Pedio e quest´ultima riguardante la Bell riesumata da Nocerino e Mannella. dunque possibile che i magistrati stiano in qualche modo incrociando le informazioni raccolte su più fronti per cercare di fare luce su alcuni passaggi delicati della Telecom privatizzata. A parte la scalata effettuata nell´ormai lontano 1999 da Roberto Colaninno e dai bresciani raggruppati nella Hopa, il passaggio più delicato ha riguardato proprio l´enorme prezzo (4,17 euro per le allora azioni Olivetti) pagato da Marco Tronchetti Provera nell´estate del 2001 per aggiudicarsi il controllo della società telefonica. Un´inchiesta della polizia valutaria fece luce anche sui passaggi tecnici di quel trasferimento di azioni evidenziando i premi che in quell´occasione finirono nelle tasche di Colaninno e Gnutti. Alla luce di quegli elementi Tronchetti Provera passò alle vie legali affidando la pratica a Guido Rossi. Giovanni Pons, Cristina Zagaria