Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  novembre 22 Mercoledì calendario

Luciana Littizzetto, 42 anni, ha un fidanzato di nome Davide che per due volte le ha chiesto la mano

Luciana Littizzetto, 42 anni, ha un fidanzato di nome Davide che per due volte le ha chiesto la mano. Lei per due volte gli ha risposto così: «Ma che sei scemo?». Motivi: detesta fare promesse («un attimo dopo mi viene voglia di trasgredire»), detesta la frase «per sempre», detesta le feste di matrimonio («non vado nemmeno a quelle degli altri»). A suo giudizio «il vero motivo per cui molte ragazze si sposano è l’abito bianco», ma lei fa l’attrice, dunque le capiterà d’indossarlo al cinema o in tv (e in abito da sposa color avorio di tulle e pizzo, da cui spuntano però calzettoni a righe colorate, appare sulla copertina dell’ultimo numero di "Sorrisi"). Di Davide ama «il fatto che sia granitico, concreto». «Ha delle passioni e le porta avanti con metodo. La musica, le Harley Davidson, i rettili. Io, se ho de tempo libero, lo trascorro rimuginando sulle cose, crogiolandomi su qualche assurdo malessere. Sono uno Scorpione». Quando lui non c’è, a lei manca «il calore. E non solo in senso sentimentale: Davide tiene caldo come una stufa di Castellamonte». Se avesse un figlio (ipotesi che non esclude) lo porterebbe alle mostre, al cinema, a teatro («vorrei fare di lui un bimbo curioso») e per nessuna ragione lo manderebbe a scuola dalle suore («Anche se le suore, in fondo, sono state la mia fortuna. Hanno stimolato il mio lato ribelle, quello che mi ha portata fino a qui»). Se un giorno suo figlio chiedesse a lei e Davide di sposarsi, forse lo farebbe «ma non voglio vestiti, clacson, invitati, pranzi».