La Repubblica 13/11/2006, pag.21 Raimondo Bultrini, 13 novembre 2006
Il Nepal contro la sua tradizione "Basta con le dee bambine". La Repubblica 13 novembre 2006. Bangkok
Il Nepal contro la sua tradizione "Basta con le dee bambine". La Repubblica 13 novembre 2006. Bangkok. La divinità bambina di Katmandu chiamata Kumari e le altre dozzine sparse sul tetto del mondo sono diventate per la prima volta nella storia millenaria di questa tradizione un oggetto di indagine giudiziaria. stata la Suprema Corte del Nepal a chiedere di verificare se non esistano i presupposti del reato di «segregazione o abuso sui minori» previsto dal codice. Gran parte di queste piccole infatti diventa una dea tra i quattro anni e i sei anni, e resta in carica sotto stretto regime di isolamento fino alle mestruazioni, considerato il momento in cui la divinità che la possedeva ha deciso di lasciare il vecchio corpo ormai impuro per prenderne uno nuovo. A rendere il caso della Kumari di Katmandu particolarmente scottante in un paese di forte tradizione induista, è il potere esercitato in certe circostanze dalla ragazzina. La sua benedizione è annualmente richiesta, (e nella storia più volte pretesa contro la sua volontà), da tutti i re del Nepal, a cominciare dalla antica dinastia Malla in qualche modo responsabile della diffusione del culto. Per questo la sorte di questa istituzione vecchia di 400 anni è legata oggi alla fase forse più scottante del delicato processo di pace in corso tra maoisti, il governo di alleanza che ha spodestato quello nominato del re, e il monarca stesso. I dubbi giudiziari sulla natura divina della piccola Kumari che oggi ha nove anni potrebbero coinvolgere infatti anche l´analogo status di Gyanendra Shah, che - oltre a trovarsi in procinto di perdere parecchie prerogative economiche reali - potrebbe presto dire addio anche alla sua pretesa di incarnare il dio Vishnu, uno dei pilastri della trinità hindu. Proprio recentemente il sovrano, salito al trono dopo un bagno di sangue nella famiglia di suo fratello, si è rifiuto di rispondere alle domande di una Alta Commissione d´Indagine sul suo ruolo durante gli incidenti seguiti alle manifestazioni per la democrazia che sono costati la vita ufficialmente a 25 persone con 5000 feriti gravi. La Kumari è parte integrante della storia delle dinastie realii sono diverse versioni della storia all´origine della venerazione ancora oggi fortemente sentita dal popolo, che accorre oceanico assieme ormai a turisti da tutto il mondo per assistere in settembre al suo passaggio durante la festa induista della fertilità dedicata a Indra, tra gli stessi viottoli attorno a Durbar square dove i soldati hanno ucciso quest´anno i dimostranti ostili al monarca. Una leggenda narra che re Jayaprakash, ultimo regnante Malla del XVI secolo, ebbe pensieri impuri verso la forma umana della dea Teleju e che questa lo punì incarnandosi in una ragazza di casta inferiore per costringerlo a renderle annuale omaggio. Ma un´altra storia sostiene che il re in realtà abusò di una bambina, morta dopo lo stupro, e che per espiare la sua colpa la elesse a incarnazione divina di Teleju, capace di riprendere ciclicamente il corpo di una bambina vergine della bassa casta Shakya. Ancora oggi il sovrano si reca ogni anno nell´antico palazzo della dea nel cuore di Katmandu per la benedizione cerimoniale che corrisponde anche a una sorta di riconferma del suo potere in terra. Il caso sollevato dalla Corte Suprema potrebbe quindi mettere un freno a questa tradizione che comporta parecchie conseguenze negative per le bambine scelte. Oltre a restare gran parte del tempo in totale isolamento nel palazzo di legno del Kumari Ghar, la piccola dea bambina non riceve praticamente alcuna educazione, essendo cominciato il culto in tempi in cui le femmine non avevano nessun diritto all´istruzione. La madre dell´attuale prescelta, Preeti Shakya, installata sul trono nel luglio del 2001 dopo una rigida selezione, ha preteso e in parte ottenuto che la ragazza ricevesse lezioni private, anche se la sua lunga lontananza da altri bambini della stessa età potrebbe avere serie conseguenze sullo sviluppo della sua personalità. Non poche ex Kumari hanno avuto problemi crescendo, comprese le conseguenze della superstizione secondo cui chiunque le sposi morirà presto. Per fortuna nella realtà non è quasi mai andata così. Il problema più grosso è semmai stato quello che nessuna di loro sapeva fare niente in casa, visto che sono servite in tutto e per tutto finché col primo sangue non se ne va anche lo spirito della dea e la favola finisce. Raimondo Bultrini