Mattia Feltri, La Stampa 21/11/2006, 21 novembre 2006
«...Rovati farà sessantuno anni fra due settimane. E’ stato giocatore di basket e della nazionale, e si sa
«...Rovati farà sessantuno anni fra due settimane. E’ stato giocatore di basket e della nazionale, e si sa. E’ stato imprenditore, e con la «Multicatering Spa» ha messo via parecchi quattrini. Non ha bisogno d’arricchirsi, dice. Fa tutto per amicizia. Anche sabato è arrivato insieme con Prodi al congresso della Dc - quella di Giuseppe Pizza, quella che ha ottenuto dal tribunale il simbolo dello scudocrociato e la sede di piazza del Gesù - per pura amicizia. «...Mio padre era segretario cittadino a Monza. Da ragazzo presi la tessera. Poi, nel ”96, ho preso quella dell’Ulivo. Sono democristiano e ulivista...». Una voce in circolo, e stampata dall’«Espresso», vuole che Rovati si sia speso per aiutare gli amici, Pizza e gli altri, a prendersi il simbolo e la sede della Dc. Lui nega, o perlomeno attenua: «La mia funzione è quella di garantire alla Democrazia cristiana l’appartenenza al Partito democratico, visto che è nelle loro intenzioni. Tutto il resto è chiacchiera. La Dc è già nel centrosinistra. Ha un senatore, Pietro Fuda, che ha sempre votato per il governo. Non c’è nessun mercimonio». E con Prodi si vede spesso. Lo conferma, alzando le sopracciglia e allargando le braccia, come per dire: «E perché? Non posso più vedere gli amici?...». Del piano di riassetto di Telecom girato a Marco Tronchetti Provera, Prodi non ne sapeva niente. Riracconta e dettaglia la storia: «Un giorno, era il 2 settembre, ero al mare, a Giannutri. Un amico mi ha invitato sulla sua barca per colazione. Ora posso confermarlo, era Giampaolo Zambeletti, strettissimo collaboratore di Tronchetti. Eravamo a tavola, e io ho detto a Giampaolo che avevo alcune idee su come affrontare la vicenda Telecom, e a un certo punto gli è squillato il telefono. Era Tronchetti che gli diceva d’aver avuto un colloquio molto cordiale con Prodi, di circa un’ora. Allora Giampaolo, che si era allontanato, mi ha fatto cenno di raggiungerlo. Mi ha detto: ”Marco è interessato al tuo piano”. Al lunedì Tronchetti era smanioso di leggerlo. Mandò un suo collaboratore a Palazzo Chigi. Io misi tutto in una busta, e siccome non sono maleducato, ci ho spillato sopra un biglietto d’accompagnamento. Quello sì, ma non il resto, su carta intestata alla presidenza del Consiglio. In seguito Tronchetti mi disse che era un piano interessante, ma in alcune parti inaccettabile. Per questo non ne ho mai parlato a Prodi». E’ tutta la verità? Sono ricco, dice. Sono guarito da due tumori al colon, dice. «Perché raccontar balle»? Forse soltanto per amicizia (Mattia Feltri)