Diego Gambetta, Il Sole-24 Ore 12/11/2006, pagina 38, 12 novembre 2006
La mafia non russa. Il Sole-24 Ore, domenica 12 novembre Vista in prospettiva storica la mafia non è un prodotto di arretratezza economica, ma nasce e si radica nella Sicilia occidentale nella prima metà dell’800 con la caduta del feudalesimo e il diffondersi della proprietà privata
La mafia non russa. Il Sole-24 Ore, domenica 12 novembre Vista in prospettiva storica la mafia non è un prodotto di arretratezza economica, ma nasce e si radica nella Sicilia occidentale nella prima metà dell’800 con la caduta del feudalesimo e il diffondersi della proprietà privata. Privi di tradizioni su come dirimere i conflitti di proprietà e di commercio, privi di un sistema legale efficace a cui affidarsi, privi persino della tutela degli aristocratici (a differenza che in Sicilia orientale dove questi esercitarono una funzione d’ordine, quelli della Sicilia occidentale furono, come notò Leopoldo Franchetti, assenteisti), i siciliani trovarono il loro modo di far fronte alla crescente domanda di protezione. In questo furono aiutati da un altro effetto della caduta del feudalesimo: a finire sul mercato non furono solo la terra e i suoi prodotti, ma gli stessi "bravi", che un tempo agivano sotto il controllo monopolistico dei baroni, e che si trovarono disoccupati, liberi di offrire i loro servigi, qualche volta di imporli, alle nuove classi proprietarie. Le condizioni storiche della Sicilia essenziali allo sviluppo della mafia si sono presentate, mutatis mutandis, in Russia con il crollo del comunismo nel 1989. Anche qui l’ingresso prepotente dei diritti di proprietà e degli scambi di mercato in assenza di un sistema legale e amministrativo adeguato a far fronte ai loro effetti sulla conflittualità economica hanno generato una domanda di "enforcement" extra-legale. E anche qui migliaia di individui abili all’uso della forza e prima dipendenti dello Stato - ex agenti del Kgb, ex militari ed ex atleti, delinquenti amnistiati - sono stati "liberati" sul mercato e sono andati a formare i ranghi dell’offerta di protezione extra-legale. Tanto in Sicilia quanto in Russia queste origini non hanno impedito a queste organizzazioni di svilupparsi in senso criminale. Esse hanno sfruttato i loro vantaggi comparati e sono andate a offrire protezione in quei mercati dove gli Stati legittimi non la possono offrire, quelli illegali, e hanno stabilito rapporti di scambio con parte del sistema politico e giudiziario per poter operare senza intrusioni da parte dello Stato. La differenza è che in Russia sono arrivati con un secolo e mezzo di ritardo ad avere le condizioni necessarie per produrre una mafia e, come in altri campi, si stanno sforzando di emulare, raggiungere e se possibile superare i loro più esperti confratelli occidentali. Rimane da chiedersi se alla Russia ci vorrà un secolo e mezzo anche per raccogliere le energie morali e istituzionali per cominciare a combatterla. Diego Gambetta