Adriano La Regina la Repubblica 17/11/06 pagina 21, 17 novembre 2006
La Lupa capitolina, da sempre giudicata capolavoro dell’antichità, sarebbe assai più recente di quanto non crediamo
La Lupa capitolina, da sempre giudicata capolavoro dell’antichità, sarebbe assai più recente di quanto non crediamo. Di solito attribuita a Vulca, il grande scultore di Veio chiamato a Roma nel tardo VI secolo per decorare il tempio di Giove capitolino, già di recente era stata giudicata opera di un artista della generazione successiva che l’avrebbe fusa tra gli anni 480-470 avanti Cristo. Ma ora la storica dell’arte e restauratrice Anna Maria Carruba ha dimostrato la Lupa fu realizzata addirittura in epoca medioevale. Svolgendo accurate sulla tecnica di fusione, ha infatti scoperto che la Lupa non fu fusa in parti separate poi saldate tra loro (come tutti i bronzi d’epoca antica, greci, etruschi e romani) ma col metodo diretto effettuato in un solo getto. E quest’ultima tecnica si evolve e si raffina in età medievale anche per l’esigenza di fondere le campane senza saldature e difetti, onde ottenerne purezza di suoni. Per quel che riguarda i gemelli, è invece noto da tempo che furono stati aggiunti nel 1471 quando il bronzo, donato da Sisto IV alla città di Roma, fu trasferito dal Laterano sul Campidoglio.