Giancarlo Perna, il Giornale 11/11/2006, pagina 29, 11 novembre 2006
Il profeta contadino. il Giornale, sabato 11 novembre "Ho la certezza di essere provvisto di doti meravigliose ",diceva il Nostro e la sua natura appassionata gli faceva pensare di essere al mondo per salvarlo
Il profeta contadino. il Giornale, sabato 11 novembre "Ho la certezza di essere provvisto di doti meravigliose ",diceva il Nostro e la sua natura appassionata gli faceva pensare di essere al mondo per salvarlo.Aveva un ”autosti- ma decisamente abbondante. "Non ho ancora conosciuto - scriveva nel Diario che comin- ciò ragazzo e tenne fino alla morte,a 82 anni -un uomo che fosse moralmente alla mia altezza.Non ricordo una sola occasione della mia vita in cui non mi sia dedicato al bene ". Si considerava della stessa ge- nia di Mosè,Confucio,Budda. Aveva il filo diretto con Dio e talvolta esagerava in confiden- za:"Aiutami padre.Vieni e di- mora con me.Tu sei già in me. Tu sei già IO ".Come dire che coabitava col Signore.Poi,da queste altezze precipitava nel- lo sconforto appena le cose prendevano una sgradevole piega terrena. Era infatti un notevole pecca- tore,macerato dai sensi di col- pa.Ma della colpa aveva un ”idea personale.Un suo vi- zio era il gioco.Al tavolo verde perdette la cospicua fortuna ereditata dalla madre Volkon- skj,una delle grandi stirpi eu- ropee con proprietà dovun- que.A Roma,per dire,la fami- glia possedeva la villa con par- co oggi residenza dell ”amba- sciatore d ”Inghilterra.Dopo es- sersi giocato tutto,il Nostro si era fatto prestare diversi soldi dagli amici,senza mai resti- tuirli e rovinando gli ingenui. Danneggiare il prossimo non lo disturbava affatto.Se la ca- vava con qualche cenno di- stratto sul diario.Ciò che inve- ce lo gettava nella disperazio- ne era l ”essere schiavo del vi- zio,anziché padrone della sua volontà.Questa moralità con- centrata su sé stesso e indiffe- rente agli altri,fu un suo segno caratteristico. Aveva anche un sovrabbon- dante desiderio sessuale che faceva a pugni col suo sogno di purezza.A un suo biografo confidò di non aver potuto fare a meno del sesso fino a 81 an- ni.Frequentò prostitute,alter- nandole a zingarelle e giovani contadine.Era un uomo vigo- roso,ma privo di finezza.Ave- va l ”aspetto di un contadino. Cercò di nobilitarlo con una barba da filosofo che divenne sempre più lunga e profetica con gli anni.Detestava a tal punto i dentisti che nel 1862, quando si sposò trentaquat- trenne,aveva già perso quasi tutti i denti.Nonostante que- sto,la moglie,Sofia Bers,lo adorò a lungo prima che il ma- trimonio si trasformasse in una delle unioni più infelici del- la storia della letteratura.So- fia dovette sopportare l ”insa- ziabile appetito sessuale del marito che la costrinse ad ave- re dodici rampolli. Questa abnegazione non la preservò dalle infedeltà.Da una contadina della sua gran- de tenuta,il Nostro ebbe un fi- glio,il tredicesimo,che però non riconobbe.Cresciuto,Ti- moteo fu confinato dal padre al ruolo di stalliere nelle scuderie di famiglia,ricche di 400 ca- valli,tra cui destrieri arabi pro- venienti dalla Samaria.Il ra- gazzo condivise l ”esistenza dei 300 servi della gleba vincolati alla proprietà.Ebbe,anzi,vita peggiore degli altri.Seguendo le proprie utopie sociali,il No- stro aveva creato una rete di scuole per dare una speranza di riscatto ai contadini.Costrin- geva tutti a frequentarle,male vietò al figlio:temeva che,ac- culturandosi,ardisse preten- dere il riconoscimento della pa- ternità.Timoteo finì cocchiere dei fratellastri. Sul lastrico per il gioco,il No- stro si era rifatto una fortuna con libri di successo mondiale. Scrisse romanzi,racconti, drammi e opere politico-teolo- giche,quelle a cui teneva di più.Si considerava il fondatore di un cristianesimo rinnovato il cui obiettivo era la beatitudine in terra,non quella futura.Ne- gava la divinità di Cristo e la Chiesa lo scomunicò.Predica- va una rivoluzione popolare e il governo lo mise sotto sorve- glianza.Soprattutto,auspica- va l ”abolizione della servitù del- la gleba.Poteva cominciare da casa propria ma,pur deside- randolo,non osò.Anche que- sto lo faceva sentire in colpa. Gli venne l ”uzzolo di distribuire le ricchezze ai poveri.Si liberò del mantello di pelliccia e co- minciò a vestirsi da contadino, stivali,camiciotto,berretto.Si alzava col buio,svuotava i pita- li,spaccava legna,arava.Andò da un ciabattino per imparare il mestiere."Quale luce emana nel suo angolo sporco e buio ", diceva del poveretto. In breve,divenne un profeta. Iniziarono ad affluire seguaci nella tenuta,che si trasformò in un santuario.Arrivavano monaci,santoni,bonzi,pacifi- sti,mattoidi.Sofia,intanto,cer- cava di tenere duro.Continua- va a imbandire pranzi di cin- que portate e a farli servire dai domestici in livrea.Il Nostro si sentiva un leone in gabbia. "Questa non è vita ",urlava e il rancore per la moglie,che gli impediva di vivere la sua uto- pia,cresceva.Sofia,per capire meglio cosa frullasse nella te- sta del suo uomo,cominciò a leggere di nascosto i suoi diari. Vide le terribili parole che usa- va contro di lei e si infuriò.Le liti divennero quotidiane.Nono- stante i divieti,Sofia continuò a frugare.Una notte,il profeta la sorprese con le mani nei suoi cassetti."Me ne vado per sem- pre ",tuonò.E così com ”era,vi- goroso nonostante l ”età,prese il treno per il Sud. Morì durante il viaggio,di broncopolmonite,in una picco- la stazione non lontano dal Don. Giancarlo Perna Lev Nikolaevic Tolstoj (1828-1910).Papà c onte,mamma principessa.Jasnaja Poljana,a 200 km da Mosca,è la tenuta d i famiglia dove n acque e visse.Lì scrisse tutto:Guerra e Pace ,Anna Karenina ,Resurrezione .Qui fece il profeta, corrispose con Ghandi,s i c ircondò di bizzarri utopisti.Dal suo amore universa- le escludeva due categorie:g li ebrei e l e donne.G li ebrei perché a rricchivano, mentre il suo ideale (molto astratto)era la povertà.L e donne perché s uscitan- do concupiscenza,mandavano a monte i suoi programmi di castità."Se puoi evitale ",diceva.Ebbe l ”idea di una rivoluzione simile a quella di Lenin."Com- pito universale della Russia -p rofetizzò -è portare nel mondo l ”idea di un ”or- ganizzazione sociale in cui non esista la proprietà ".L ev era p erò non violento e sarebbe inorridito se avesse visto i c omunisti all’opera.