Varie, 21 novembre 2006
D’ALESSANDRO Roberto
D’ALESSANDRO Roberto Firenze 19 giugno 1935. Manager. Dal novembre 2006 amministratore delegato della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Malpensa e Linate • «Si sa, per quante cose uno possa fare ci sono marchi ed etichette che ti restano appiccicate per tutta la vita. Per Roberto D’Alessandro [...] quel “timbro” si chiama: craxiano. E in effetti all’ex segretario socialista Bettino Craxi morto in esilio in Tunisia dopo le condanne per Tangentopoli, D’Alessandro era molto legato. Oltre che per motivi ideologici, anche perché a lui doveva una fetta importante della sua, per altro brillante, carriera manageriale. Fu il leader del garofano a imporlo nel 1983 alla guida del Consorzio del porto di Genova. E sempre lui a dirottarlo, a cavallo fra il 1988 e il 1989 alla cloche degli elicotteri Agusta. E proprio l’accusa di aver distribuito bustarelle al Psi portò D’Alessandro dal suo rustico a Portofino (di cui è stato strategicamente per anni il sindaco) dritto dritto in carcere su richiesta degli allora pm di Mani pulite Pier Camillo Davigo e Antonio Di Pietro. “Acqua passata”, dicono oggi i suoi amici, che sottolineano come l’uomo abbia saldato i conti con la giustizia e abbia ripreso un percorso manageriale, occupandosi, fra l’altro, del tentato rilancio della Necchi (macchine da cucire). Fino alla chiamata [...] del sindaco di Milano, Letizia Moratti: “Ho pensato a lei per la Sea”. Detto fatto: [...] la nomina. E con essa una carriera che riparte proprio mentre tanti suoi coetanei si godono il meritato riposo. D’Alessandro, del resto, non è uomo abituato a stare fermo e tranquillo. Sin da quando, giovane pallanuonista si vide precludere la possibilità conquistare prestigiosi trofei a causa di un’espulsione (con relativa lunghissima sospensione) per aver aggredito un arbitro. Un’esuberanza giovanile che non ha impedito al figlio di un generale dei carabinieri, tifoso del Genoa, di realizzare una veloce carriera partendo dalla sua Genova: Italsider, Zanussi, Pirelli, gruppo Fiat (dalla Fabbri a Publikompass). In un crescendo di visibilità che lo portò a concedere un’intervista a Capital sulla vita e lo stile dei manager che fece epoca. Anche troppo, visto che Giampaolo Pansa lo bollò con un fulminante “mutanda celeste”, per via della sua pregnante disquisizione su boxer e slip. Il meglio, però, D’Alessandro lo ha dato guidando per 5 anni il porto di Genova. Protagonista di un epico scontro con i Camalli di Paride Batini, riuscì a immettere per la prima volta criteri manageriali nella polverosa gestione dello scalo. E a porre le premesse per quella privatizzazione che avrebbe rilanciato il porto e l’intera città» (Teodoro Chiarelli, “La Stampa” 1/11/2006).