varie, 20 novembre 2006
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Starkey David
• Kendal (Gran Bretagna) 3 gennaio 1945. Storico • «[...] Persino quando era un professore di Storia a tempo pieno (prima a Cambridge e poi alla London School of Economics), Starkey era una specie di dandy: ”Gli accademici tendono a essere monotono e grigi”, dichiara con il suo tono preciso e enfatico. ”Non si lavano quasi mai e non sanno comportarsi come si deve. Non voglio entrare in quella tribù di grigiore”.Indossa anche, perfettamente consapevole dell’utilità degli oggetti di marca, quegli occhiali in tartaruga e quell’anello in cornalina che sono diventati le sue due caratteristiche distintive. [...] non ha certo la reputazione di essere una persona ”morbida”. Quando, una decina d’anni fa, partecipava regolarmente al programma The Moral Maze su Radio4, il Daily Mail lo aveva soprannominato: ”L’uomo più sgarbato d’Inghilterra” e lui ha accettato di buon grado il complimento, sapendo che era tutta pubblicità. Riesce sempre a mantenere quest’immagine nelle fotografie, dove assume un atteggiamento rigido e da professore, con un’espressione serissima disegnata sul volto. Ma ha moderato la rudezza dei suoi toni a partire dal 2000, quando è diventato ”lo storico più amato dell’Inghilterra”, arrivando ai primi posti della lista dei bestseller con il suo libro su Elisabetta I. Ma ogni tanto la sua rudezza torna a galla. Non molto tempo fa ha perso la pazienza e ha inveito contro un ministro del governo apostrofandolo così: ”Non trattarmi con sufficienza, piccolo deficiente”. [...] Il suo programma televisivo, intitolato Starkey’s Last Word, viene trasmesso ogni sera alle undici da More4. Lo preregistra durante il giorno e lo definisce una ”divertente assurdità”, un momento di rilassamento dall’impegno di scrivere libri per la sua serie Monarchy, già giunta al terzo anno, e per la quale è stato pagato 2 milioni di sterline da Channel 4. Oltre alla sua casa di Highbury, possiede un castello del XVIII secolo nel Kent. Insomma, esattamente l’opposto della casa pubblica nella quale Starkey è cresciuto, unico figlio di un operaio e di una lavandaia. Definirlo una persona ”spudoratamente materialistica” sarebbe giusto? ”Mi fa piacere avere soldi, Mi piace comprarmi cose belle. Non provo nessun sentimento di colpa”. Ma continuerebbe a essere appassionato di storia anche se non fosse pagato per farlo. La storia lo galvanizza. Anzi, ha una passione così forte per la storia che non riesce quasi a contenersi – e possiede il dono di entusiasmare anche gli altri. Il suo scopo supremo è quello di dare concretezza umana ai personaggi storici, riconoscendone i desideri e i sentimenti più profondi, per dimostrare che la storia è plasmata dai capricci dei potenti, siano essi intelligenti o stupidi, puritani o pervertiti. Prendiamo la figura di cui più si è occupato, Enrico VIII. ”Era un uomo molto moderno”, dice Starkey. ”Adorava la fama. Sarebbe felicissimo di sapere che, 500 anni dopo la sua morte, siamo qui a parlare di lui”. [...] ”La storia è una forma narrativa, e il compito dello storico è fare parlare il passato con il presente. Io sono soltanto un interprete. Cerco un significato nella storia. Sono convinto, per esempio, che la grande questione dei prossimi decenni sarà il rapporto tra religione e politica”. [...] Starkey aveva confessato la propria omosessualità ai suoi genitori all’inizio degli anni Settanta. Sua madre, molto religiosa, non lo perdonò mai. Ma suo padre, a quanto sembra, sospese il giudizio. [...] Starkey è stato uno dei portabandiera della Tory Campaign for Homosexual Equality (Torche) fin dal 1994 [...]» (Nigel Farndale, ”Il Foglio” 11/11/2006).