Varie, 20 novembre 2006
BRANCIFORTE
BRANCIFORTE Bruno Napoli 6 novembre 1947. Ammiraglio. Dal gennaio 2010 capo di stato maggiore della Marina. In precedenza - dal 2006 - capo del Sismi e comandante in capo della squadra navale della Marina Militare (2004-2006). Laureato in Scienze Marittime e Navali, ha comandato importanti unità navali tra cui la Garibaldi. Nel 1995 ha ricoperto presso lo Stato Maggiore della Marina gli incarichi di Capo del Secondo Reparto Intelligence • «Da buon napoletano (e naturalmente da marinaio) Bruno Branciforte è un sincero scaramantico [...] La biografia dell’ammiraglio di squadra Branciforte è riassumibile così: metà carriera nella Marina militare, l’altra metà nell’intelligence della forza armata, quel Sios-Marina che negli anni ha dato decine di dirigenti a Marina e Sismi, da capi di stato maggiore come Umberto Guarnieri e Sergio Biraghi, a direttori del servizio come Fulvio Martini e Gianfranco Battelli, a vice-direttori come Osvaldo Toschi e Giuseppe De Pinto. Dopo l’Accademia navale di Livorno dal 1969 al 1976 Branciforte è sulle navi della Marina, sulle corvette Todaro e Grosso poi sull’incrociatore Impavido. Dal 1979 fa il primo passaggio al ”servizio”: ci rimane fino al 1985, direttore del Centro operativo di intelligence e poi capo del Settore ricerca. Nel 1985 torna a bordo, sul ”Vittorio Veneto” come comandante in seconda di un altro ufficiale che poi farà carriera nel Sismi, quel Gianfranco Battelli nominato capo del servizio da Beniamino Andreatta. Ancora dentro e fuori il Sios: sarà tra l’altro addetto militare a Washington, comandante per ben due volte della portaerei Garibaldi (la seconda volta per sostituire in emergenza un collega colpito da un problema personale), poi ancora capo di tutto il Sios-Marina, rappresentante italiano al Comando centrale Usa di Tampa (quello che guida la guerra in Iraq e Afghanistan) e infine [...] comandante in capo della Squadra navale, ovvero il comando operativo della Marina, l’incarico più prestigioso prima della scrivania di capo di Stato maggiore. ”La specializzazione originaria di Branciforte era quella della Sigint, la signal intelligence”, dice un ufficiale di Marina che ha lavorato con l’ammiraglio: ”Negli anni Ottanta la marina italiana era schierata in prima linea nel Mediterraneo, contro l’invadenza e l’aggressività di una Flotta sovietica che allora non erano il rottame di ruggine che divennero alla caduta del muro di Berlino. Comandando il Sios ha poi preso in mano tutta la rete humint del servizio, ha lavorato con i servizi alleati e con quelli di tutto il Mediterraneo, un lavoro di ”diplomazia’ internazionale che ha continuato [...] come comandante della Squadra navale”. Pregi e difetti? ”Pregi molti ma innanzitutto uno”, dicono a Repubblica fonti che lo conoscono e che conoscono bene il tormentato mondo dell’intelligence: ”Lui è un uomo che dal momento in cui sostituirà Pollari alla sua scrivania, non dovrà perdere un solo secondo per capire cosa sia l’intelligence o il Sismi. Secondo: è un uomo onesto, intelligente, equilibrato, rapido nelle decisioni”. Difetti o controindicazioni? Risponde un ex capo di Stato maggiore: ”Branciforte arriva a guidare un Sismi che [...] Pollari ha portato ad essere più vicino alla Stasi, a una polizia politica piuttosto che a un servizio di intelligence. Smantellare un’organizzazione che aveva blandito ma anche spiato uomini politici di destra e di sinistra potrebbe essere difficile, perché gli stessi uomini che Pollari aveva avvinghiato nella sua rete lo hanno difeso [...]. Inconsapevoli della mostruosità che avevano di fronte”. Branciforte, insomma, in un Sismi ”normale” non avrebbe nessun problema. Ma cosa gli riserverà il Sismi di Pollari?» (Vincenzo Nigro, ”la Repubblica” 21/11/2006).