Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  novembre 20 Lunedì calendario

AMATO6

AMATO Raffaele Napoli 16 novembre 1965. Camorrista. Arrestato a Marbella il 17 maggio 2009 • «[...] boss degli Scissionisti, una delle fazioni più sanguinarie della camorra [...] venne catturato il 26 febbraio del 2005 a Barcellona, dopo essere uscito dal casinó, con in tasca 30 mila euro. Viveva in Spagna da 2 anni, da circa un mese nel capoluogo catalano, ove dirigeva il traffico della cocaina con l’Italia. ”L’arresto del capo degli Scissionisti è un segnale alle popolazioni napoletane che la guerra contro la camorra verrà vinta”, aveva commentato subito dopo la cattura l’allora ministro degli Interni Giuseppe Pisanu. Il boss rimane in galera in attesa che la magistratura italiana completi l’iter per portarlo a casa. Il tribunale di Napoli esamina il suo caso proprio 365 giorni dopo l’arresto, il 26 febbraio 2006, cioé quando scade il limite massimo per rimanere in carcerazione preventiva. La corte ritiene che il solo fatto di essersi riunita per parlare di Amato sia sufficiente a far slittare i termini. L’avvocato del boss ricorre. E vince la partita. Il 17 aprile 2006, una nota verbale ”muy urgente” della nostra Ambasciata di Madrid, indirizzata al ministero degli Esteri, ”ha l’onore di comunicare che è stata revocata dalla Procura Generale di Napoli l’estradizione, che viene ritirata”. El País, che invano ha chiesto al Ministero della Giustizia di Roma le ragioni del ritardo, pubblica come sfottó copia della nota originale. Intanto Amato dovrebbe trovarsi ancora in Catalogna, ove non ha alcun carico penale» (Gian Antonio Orighi, ”La Stampa” 20/11/2006).