Varie, 19 novembre 2006
Tags : Jean-Jacques Servan-Schreiber
ServanSchreiber JeanJacques
• Parigi (Francia) 13 febbraio 1924, 7 novembre 2006 • «[...] uno dei più formidabili personaggi della stampa francese: ambizioso, esigente, visionario, ma al tempo stesso troppo sicuro di sé, tanto da lanciarsi in un’effimera carriera politica che finirà con un incarico da sottosegretario durato solo qualche giorno. Erede di una famiglia della ricca e colta borghesia ebraica (era nipote di un segretario di Bismarck), era fuggito a Londra nel 1943, a soli 19 anni, per raggiungere gli uomini del generale de Gaulle. Da lì era andato negli Stati Uniti, per imparare a pilotare, da cui ritornerà soltanto dopo la fine delle ostilità per alcune missioni di sorveglianza in Germania. Nel dopoguerra farà parte di un gruppo di giovani di grande talento (fra i quali figura Valéry Giscard d´Estaing), che vogliono rinnovare la politica francese e che mal sopportano i vecchi leader politici. Nel 1953, JJSS, come verrà presto ribattezzato, fonda L’Express, un settimanale rivoluzionario per il giornalismo transalpino, che prende a modello la stampa americana. Tra i suoi collaboratori figurano François Mauriac, André Malraux e Albert Camus. Tra i primi ad essere assunti c’è anche Jean Daniel, destinato a diventare il fondatore e il direttore del Nouvel Observateur. Ma fra tutti loro spicca un´altra persona, Françoise Giroud, cui Servan-Schreiber sarà legato anche da una lunga relazione amorosa: al momento della rottura, la Giroud tenterà il suicidio. L’Express si oppone a de Gaulle, sostiene Pierre Mendès- France, si pone come esempio di una stampa moderna. Ma Servan-Schreiber crede nella sua vocazione politica, prende la guida del Partito radicale e diventa deputato. Nel 1974, Giscard lo fa entrare nel suo governo, dal quale si dimette dopo pochi giorni per protestare contro i test atomici nel Pacifico. Nel 1977 cede L’Express e si ritira lentamente dalla ribalta pubblica» (’la Repubblica” 8/11/2006).