Fonti varie, 13 novembre 2006
Anno III - Centoquarantatreesima settimanaDal 6 al 13 novembre 2006Casa Bianca Martedì della settimana scorsa (’il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre”) gli americani hanno rinnovato il Congresso, un terzo del Senato e votato per 36 governatori su 50
Anno III - Centoquarantatreesima settimana
Dal 6 al 13 novembre 2006
Casa Bianca Martedì della settimana scorsa (’il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre”) gli americani hanno rinnovato il Congresso, un terzo del Senato e votato per 36 governatori su 50. Hanno vinto i democratici. Hillary Clinton (New York) e Arnold Schwarzenegger (California) sono stati rieletti. Hillary potrebbe effettivamente essere il candidato dei democratici alla Casa Bianca nel 2008, anche se i sondaggi – oggi – la dànno perdente contro un repubblicano. C’è anche la possibilità che non vinca le primarie: ha un gran successo, in questo momento, un senatore nero, Barack Obama, figlio di un immigrato del Kenia e di una bianca. Secondo molti commentatori le elezioni della settimana scorsa hanno dato l’avvio alla campagna elettorale per la presidenza. E potrebbe davvero succedere che a sfidarsi per la candidatura democratica siano una donna e un nero.
Bush La vittoria dei democratici ha provocato le dimissioni immediate di Donald Rumsfeld, segretario (cioè ministro) alla Difesa, considerato il principale responsabile della guerra in Iraq. l’andamento disastroso del dopoguerra iracheno ad aver provocato la sconfitta di Bush. Il presidente ha chiamato, al posto di Rumsfeld, l’ex direttore della Cia Robert Gates. una mossa per avvicinarsi ai democratici, con cui il presidente dovrà vedersela nel Congresso. In America non è questione di larghe intese o di scioglimento anticipato delle Camere. Bush ha molto potere e non gli serve la fiducia del Parlamento. D’altra parte non può spendere soldi senza il sì del Congresso. Nello stesso tempo, in quel paese, dove pure la lotta politica si fa senza esclusione di colpi, a nessuno viene in mente di danneggiare l’avversario fino al punto di mettere a repentaglio il bene degli Stati Uniti. Per esempio, adesso il presidente del Congresso (o il ”portavoce”, come dicono gli americani) è la signora Nancy Pelosi, 66 anni, prima donna e prima italoamericana a ricoprire un incarico così importante. Dopo la vittoria democratica, Bush si è congratulato e l’ha invitata a brindare con lui. Un giornalista gli ha chiesto: "Signor presidente, Nancy Pelosi le ha dato dell´incompetente, del bugiardo e ancora ieri ha detto che lei è pericoloso. Come potete cooperare?" Ecco la risposta di Bush: "Faccio politica da abbastanza tempo per capire quando finisce una campagna elettorale e quando comincia il governo".
Molise C’è stata una piccola elezioni anche da noi, in Molise, dove bisognava rinnovare il consiglio regionale ed eleggere il nuovo governatore. Il centro-sinistra ha perso nettamente (54 per cento a Roberto Iorio, candidato del centro-destra, 46 al suo avversario Michele Ruta), e tutti i grandi partiti, di destra e di sinistra, sono arretrati. Uniche formazioni che hanno guadagnato: l’Udc (due e qualcosa per cento in più), Di Pietro (consensi raddoppiati). Prodi ha dichiarato che la sconfitta è un fatto locale, che non tocca il suo governo.
Prodi Prodi ha detto venerdì scorso che il Paese è impazzito, perché non è capace di pensare al domani, ma solo all’oggi e si oppone ”ferocemente” a tagli resi indispensabili dalla situazione generale e di cui si capirà l’importanza fra tre o quattro anni. Ha poi aggiunto: "E’ ora che i politici governino anche scontentando, per il bene di tutti". Parole assolutamente condivisibili se non fosse che la Finanziaria viene stravolta ogni giorno dalla sua stessa maggioranza a una media di almeno quindici emendamenti quotdiani. Una manovra fatta per scontentare andava forse bloccata su alcuni punti cardine e imposta al Parlamento con la fiducia senza troppe concessioni. Invece – come ha detto il diessino Salvi (però in odore di scissione) - "non si capisce più niente". Inoltre sembra difficile che il governo riesca a passare la prova del Senato: il senatore argentino Pallaro vuole 14 milioni netti per gli italiani all’estero e ha detto che voterà contro se non li avrà. Il senatore Rossi (ex Pdci) ha già annunciato il suo no. Rita Levi Montalcini voterà ”no” se non verranno eliminati i tagli alla Ricerca. Il senatore De Gregorio (ex dipietrista) voterà ”no” se saranno non ci saranno fondi sufficienti per la Difesa. Non a caso il notista politico del Corriere della Sera ha annunciato che il dibattito al Senato "sarà un inferno".
Napoli Lunedì 6 novembre, essendo convocato a Napoli un consiglio comunale che doveva discutere la gravissima situazione dell’ordine pubblico, si dovette sospendere la seduta dopo la relazione del sindaco Rosa Russo Iervolino perché su 60 consiglieri non ne erano rimasti in aula che 22: 20 della maggioranza (centrosinistra) e 2 dell’opposizione. Erano le 17.30 e la stragrande maggioranza degli onorevoli s’era squagliata mentre il sindaco parlava per correre allo stadio a vedere Napoli-Juventus. Il regista napoletano Paolo Sorrentino (Le consegunze dell’amore e, adesso, L’amico di famiglia) ha annunciato che si trasferirà in un’altra città.
Indulto L’indulto – a proposito del quale il ministro dell’Interno Amato ha fatto capire di essersi amaramente pentito – doveva riguardare 13 mila persone e invece ne risultarono beneficate 24.500 di cui più di 1500 sono già tornate in carcere. Inoltre, il 98 per cento dei processi in corso – riguardando pene non superiori ai tre anni – risulteranno inutili: l’eventuale sentenza di condanna, appena pronunciata, risulterà cancellata da quella legge. I processi non si potrebbero fermare? No, perché l’indulto cancella la pena, ma non il reato. Dunque il reato va sanzionato in ogni caso e anche se solo virtualmente. Per evitare alla giustizia di girare a vuoto nei prossimi mesi, bisognerebbe che il Parlamento varasse un’amnistia, cioè un provvedimento capace di cancellare anche il reato. Ma può il centro-sinistra – già molto criticato (a torto o a ragione) per aver rimesso in circolazione tanti condannati – varare una misura simile?
Bagni A proposito della questione relativa ai bagni, sollevata dallo scontro Elisabetta Gardini-Vladimir Luxuria: l’ufficio Nuovi diritti della Cgil ha proposto di introdurre servizi unisex sul posto di lavoro, in modo da por fine a ogni discriminazione. Anche questa (come l’indulto) è una proposta fatta senza pensare: gli imprenditori che non hanno bagni distinti per maschi e femmine infrangono la famigerata legge 626, a suo tempo approvata col plauso sindacale.
Riscatti Gli ispettori della Finanza hanno scoperto un ammanco di 14 milioni in certi fondi che la Croce rossa aveva ricevuto dal ministero della Difesa per la sua attività in Iraq, ai tempi del governo di centro-destra e della gestione di Maurizio Scelli. L’ipotesi più accreditata, al momento, è che quei soldi siano stati adoperati per pagare il riscatto delle due Simone e del corpo di Quattrocchi. Ricordiamo che 14 milioni corrispondono a poco più di 27 miliardi di lire.
Nassirya Bertinotti e gli altri esponendi della sinistra radicale hanno imposto la cancellazione della commemorazione nazionale per i soldati morti a Nassirya il 12 novembre 2003. Poiché Bertinotti adesso è presidente della Camera e Rifondazione è al governo, l’idea che gli italiani siano andati in Iraq a far la guerra e non a dare una mano per mantenere la pace è vincente anche se completamente contraddetta dai fatti. Di conseguenza, i caduti di Nassirya non sono poi così caduti e, dal punto di vista della sinistra radicale, in un certo senso se la sono cercata. Forse percependo l’enormità dell’atteggiamento suo e dei suoi, Bertinotti ha poi acconsentito a rievocare alla Camera quei diciannove poveri cristi. I deputati hanno osservato un minuto di silenzio.
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