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 2006  novembre 19 Domenica calendario

SANDONཿS

SANDON’S Flo (Mammola Sandon) Vicenza 29 giugno 1924, Roma 17 novembre 2006. Cantante • «[...] La sua carriera ebbe inizio nel 1944, con uno spettacolo per la Croce Rossa. Nel 1950 Flo Sandon’s si impose con la versione italiana di Verde luna, tratta dal film Sangue e arena, ma il successo vero e proprio lo conobbe con altri due brani, entrambi nel film di Alberto Lattuada Anna, interpretato da Silvana Mangano, Vittorio Gassman e Raf Vallone. Il primo, Non dimenticar che t’ho voluto bene, nel 1952 le valse il Disco d’Oro italiano, con un milione di copie vendute. Il secondo motivo, El negro Zumbon, è diventato un classico, citato anche da Nanni Moretti in Caro Diario. Nel 1953 Flo Sandon’s vinse il Festival di Sanremo con Viale d’Autunno, in coppia con Carla Boni. Due anni dopo sposò Natalino Otto. A loro si deve la scoperta di Mina: nel settembre del 1958 in una sala da ballo di Cremona ascoltarono un complesso musicale formato da studenti di ragioneria. Voce solista era Mina, alla quale Otto e Sandon’s proposero un provino. Un mese dopo, usciva il primo disco della cantante. Nel 1960 Flo Sandon’s conquistò il primo posto al Festival di Napoli con Serenata a Mergellina. Tra il 1994 e il 1995, dopo essersi ritirata dalle scene da diversi anni, accettò di partecipare ad una commedia brillante di Pietro Garinei, Gli uomini sono tutti bambini» (’Il Messaggero 19/11/2006) • «Il ricordo di Flo Sandon’s [...] ci riporta a un’era antica della canzone italiana, un’epoca di swing e fantasia che lei aveva incarnato straordinariamente, col suo nome esotico (quello vero, ancora più esotico, era Mammola Sandon e diventò Sandon’s per una svista del grafico sul suo primo disco), con una voce limpida e suadente, eccezionale interprete di canzoni come Vorrei volare, Viale d’´autunno (con la quale vinse Sanremo nel 1953 in coppia con carla Boni) e di El negro zumbon, colonna sonora di Anna di Alberto lattuada. Cantò anche la stupenda Non dimenticar e fu proprio la sua versione che fece invaghire Nat King Cole al punto da inciderla in America, in inglese, lasciando però la frase del titolo in italiano. Nel 1955 sposò Natalino Otto e diventarono per eccellenza la coppia della canzone, fino al 1969, quando il marito morì prematuramente. [...]» (Gino Castaldo, ”la Repubblica” 18/11/2006).