Varie, 18 novembre 2006
LAGUILLER
LAGUILLER Arlette Parigi (Francia) 18 marzo 1940. Politico. Trotzkista • «’Ségolène Royal non c’entra con la sinistra, o almeno non c’entra con me. Mi guardi. Io non mi curo dell’immagine. Non mi trucco. Non porto tailleur bianchi; mi vesto ai grandi magazzini. Non faccio parte della sua classe sociale. Non vengo da una famiglia privilegiata, non sono cresciuta in un castello in Lorena. Mi taglio i capelli allo stesso modo da trent’anni, corti corti. Non ho mai usato un profumo in vita mia [...] Neanche. Un po’, lo riconosco, perché non ne ho mai trovato uno che mi piaccia. Un po’ perché non ho mai pensato a queste cose. Ho cominciato a lavorare a 16 anni, come dattilografa, al Crédit Lyonnais. Prima di andare in ufficio passavo ai cancelli delle fabbriche con i volantini della Voix Ouvrière, l’organizzazione trotzkista che de Gaulle mise fuorilegge dopo il Maggio. In tutti questi anni, non c’è corteo per i lavoratori che non mi abbia visto in prima fila, non c’è fabbrica occupata che non abbia visitato, non c’è picchetto in difesa di operai licenziati dove non abbia passato una notte. Ségolène Royal non l’ho mai incontrata. Mai. Lei era dall’altra parte, dalla parte dei padroni”. [...] si è candidata a ogni presidenziale dal ”74 in poi, e nel 2002 il suo 5,7% fu decisivo nell’eliminare Jospin e nell’aprire la strada a Le Pen. [...] ”Noi lavoriamo per la rivoluzione, non per le riforme. Non ci basta contenere il capitalismo; vogliamo abbatterlo. Non sono pazza, so che questa non è una fase rivoluzionaria. Ho i miei anticorpi: ho letto Koestler e Solgenitsin, aborro lo stalinismo, non mi sono mai infatuata per Mao. In Italia ho cari amici, mi piaceva Livio Maitan. Ho conosciuto Bertinotti quand’ero europarlamentare, ma eravamo in disaccordo su molti punti. Non mi stupisce saperlo presidente della Camera”. [...]» (Aldo Cazzullo, ”Corriere della Sera” 18/11/2006).