L’espresso 16/11/2006, pagina 251., 16 novembre 2006
Lettera: voto Ulivo e faccio shopping L’espresso, giovedì 16 novembre Cara Rossini, continuo a pormi una domanda per la quale non trovo una risposta adeguata
Lettera: voto Ulivo e faccio shopping L’espresso, giovedì 16 novembre Cara Rossini, continuo a pormi una domanda per la quale non trovo una risposta adeguata. Ho 50 anni, sono laureata in lettere classiche, insegno in una scuola superiore, ho un marito, due figli e un reddito non esaltante. Inoltre voto da sempre a sinistra, e proprio da qui parte il mio problema. mentre da un lato mi rendo conto di essere il tipico elettore dell’Ulivo, progressista e attento al bene della collettività, dall’altro ho un "vizietto" che non riesco a tenere a freno. Mi piace lo shopping, spendere, senza fare follie, ma comunque spendere in stupidaggini, dai vestiti alle creme, dalle scarpe ai gioielli. Il dubbio è: come posso io, per il resto etica e sensibile ai problemi di chi è meno fortunato di me, perdermi in una occupazione tutta incentrata sul narcisismo? Ripeto, non vorrei passare per una folle scialacquatrice, ma non riesco a capire fino a che punto posso giustificare a me stessa le attenzioni che mi dedico nei negozi. Talvolta mi dico che aver creduto troppo in certi ideali, e averli visti franare miseramente, mi ha provocato dentro la voglia di giocare, di pensare ad altro. Però poi mi rispondo che è soltanto una sciocca giustificazione. E così il balletto ricomincia, a colpi di shopping. Con un’aggravante: mio marito non si lamenta, e questo paradossalmente contribuisce a farmi sentire peggio. Giovanna Dell’Acqua