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 2006  novembre 17 Venerdì calendario

Iozzo a sorpresa via dal Sanpaolo. La Stampa, venerdì 17 novembre Milano. Uno dei principali architetti del progetto Intesa-Sanpaolo si prepara a lasciare la superbanca

Iozzo a sorpresa via dal Sanpaolo. La Stampa, venerdì 17 novembre Milano. Uno dei principali architetti del progetto Intesa-Sanpaolo si prepara a lasciare la superbanca. Alfonso Iozzo, attuale amministratore delegato del Sanpaolo e prossimo vicepresidente del consiglio di sorveglianza del nuovo istituto si avvia, a sorpresa, a diventare presidente della Cassa Depositi e prestiti. La nomina, anticipata ieri sera dall’agenzia Ansa, sarà ufficializzata, secondo le previsioni, dal Consiglio dei ministri di oggi. E se in fondo l’uscita di scena di Iozzo sfoltisce le schiere manageriali, lasciando qualche spazio di manovra in più al capoazienda Corrado Passera, il modo repentino in cui avviene - mentre il cantiere della fusione è ancora aperto - rischia di lasciare qualche strascico polemico a Torino. L’uscita di Iozzo è una svolta inaspettata nella lunga marcia per la costruzione dell’organigramma che dovrà governare l’asse bancario Milano-Torino. Proprio mercoledì, infatti, è stata depositata la lista dei consiglieri che l’assemblea di Intesa dovrà nominare per il consiglio di sorveglianza di Intesa-Sanpaolo, dove figurava anche Iozzo, destinato assieme al numero uno delle Generali Antoine Bern- heim, ad occupare la vicepresidenza sotto Giovanni Bazoli. Adesso invece il nuovo incarico in un posto dal forte ruolo politico, dove Iozzo - che come è noto gode della stima del segretario dei ds Piero Fassino - andrà a sostituire il presidente uscente Salvatore Rebecchini, considerato invece in quota An e nominato dal governo Berlusconi. Ma Iozzo alla guida della Cdp potrà anche sdoppiarsi come vicepresidente di Intesa-Sanpaolo? Formalmente nulla osta al doppio incarico. Anzi, già adesso due consiglieri del Sanpaolo - Ettore Gotti-Tedeschi e Mario Sarcinelli - hanno anche un posto nel consiglio della Cassa depositi e prestiti. Ma di fatto Iozzo ha già intenzione di non mantenere entrambe le poltrone, optando naturalmente per quella al vertice della Cdp. E’ un colpo davvero a sorpresa quello che mette a segno il manager sessantaquattrenne, da ben 45 anni al Sanpaolo, ma ciò non significa che si sia realizzato all’ultimo minuto. La sua prossima uscita dal board di Intesa-Sanpaolo apre comunque nuovi problemi. La Compagnia di Sanpaolo, principale azionista della banca, che lo aveva designato, dovrà adesso scegliere un altro candidato. Nelle scorse settimane proprio Iozzo era stato contrapposto al vicepresidente della Compagnia Carlo Callieri per la carica di vicepresidente della nuova banca. Ma adesso che il manager è fuori gioco Callieri non potrà tornare in campo, visto che la Compagnia ha deciso ufficialmente di non nominare nessuno dei propri rappresentanti negli organi della banca. Intanto, proprio mentre Intesa-Sanpaolo riserva qualche sorpresa finale sul fronte delle nomine, un altro tassello del puzzle della «finanza cattolica» non si mette a posto. Ieri sera, infatti, la Popolare di Verona e Novara e la Bpi, d’intesa con la Cattolica Assicurazioni, hanno rotto le trattative per una fusione, spiegando che «non esistono le condizioni per proseguire ulteriormente le riflessioni su un progetto industriale bancario e assicurativo comune». Ma a monte non va solo il progetto di fusione. Anche i rapporti di bancassicurazione si sciolgono, tanto che Bpvn «ha comunicato a Cattolica Assicurazioni la disdetta dei patti parasociali relativi a BpvVita e dei connessi accordi distributivi concernenti il ramo vita». La Cattolica, dal canto suo, annuncia che cercherà di rafforzare la partnership con la spagnola Mapfre. Tornando alle nomine di Intesa-Sanpaolo, al di là della sostituzione di Iozzo, molti occhi sono puntati sul ruolo che avrà Bernheim. Una designazione in consiglio, la sua, che può essere letta come il rafforzamento dell’asse tra Intesa e Trieste o, in alternativa, come il tentativo della galassia Mediobanca-Generali di posizionarsi in un punto nevralgico del nuovo colosso bancario. Saranno le cronache dei prossimi mesi a spiegare quale delle due interpretazioni è la più realistica. Tra i nomi indicati dai soci torinesi per il nuovo consiglio comune c’è poi anche quello dell’ad del’Ifil, Carlo Sant’Albano. La Compagnia di Sanpaolo ha indicato, oltre a Iozzo, Rodolfo Zich, Gianluca Ferrero, l’economista Pietro Garibaldi, mentre come imprenditore è spuntato Fabrizio Gianni. Tra gli altri grandi soci della banca torinese, la Fondazione Caribologna ha designato Gianguido Sacchi Morsiani e Cariparma Eugenio Pavarani, mentre la Fondazione di Padova e Rovigoha fatto i nomi di Pio Bussolotto e Giovanni Costa. Sul fronte milanese la Fondazione Cariplo ha scelto Gianluca Ponzellini, Livio Torio e Ferdinando Targetti (economista ed ex deputato dell’Ulivo), mentre il cosiddetto «gruppo lombardo» ha voluto, oltre allo stesso Bazoli, anche Franco Dalla Sega. L’unico consigliere espresso dalla lista di minoranza è Rosalba Casiraghi. Francesco Manacorda