Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  novembre 17 Venerdì calendario

Chi controlla i controllori? Se lo chiede Sky, l’emittente satellitare della News Corp di Rupert Murdoch, puntando l’indice contro i vertici Auditel, dominati per due terzi da Rai e Mediaset , nonché da un restante manipolo d’inserzionisti pubblicitari

Chi controlla i controllori? Se lo chiede Sky, l’emittente satellitare della News Corp di Rupert Murdoch, puntando l’indice contro i vertici Auditel, dominati per due terzi da Rai e Mediaset , nonché da un restante manipolo d’inserzionisti pubblicitari. Insomma, comparare le parabole che germogliano sui tetti nazionali - che grattano il cielo a quasi quattro milioni d’abbonati - con la rilevazione d’ascolti pari a un esiguo 7 per cento, può far sorgere dubbi. O, per lo meno, movimentare il simposio internazionale ”Tv On The Move”, tenuto a Roma il 16 e il 17 novembre. Sotto accusa non i numeri, ma la struttura stessa della società rilevatrice, "in contrasto con le linee guida internazionali per una corretta gestione delle analisi d’ascolto" e viziata da un "confluitto d’interessi che sarebbe bene superare". Rincara la dose Tullio Camiglieri, portavoce di Sky Italia: "Non è in discussione la cifra degli ascolti, quanto la certezza della stima. Chiediamo trasparenza. Vorremmo vedere rappresentati gli ascolti in maniera certa: quelli di centinaia di canali digitali ricevuti attraverso le varie piattaforme e seguiti ogni giorno da milioni di famiglie". E finché non si farà nitidezza, il network di Murdoch non entrerà nella proprietà di Auditel. Alla voce levata di Sky s’accompagnano due robusti controcanti. Il primo è di Carlo Rienzi, presidente del Codacons (il coordinamento delle associazioni consumatori), che plaude la tivù satellitare e taccia d’opacità Auditel, poiché "non è vi consentito l’ingresso dei consumatori, come forma di garanzia degli stessi". Il secondo è di Egidio Petrini, dell’Italia dei Valori, che ribatte il tasto di "una preoccupante coincidenza di controllati e controllori nell’Auditel". In effetti, sulla credibilità dell’azienda già gravano sudari. Uno piomba dalla Corte d’Appello di Milano (2005) che, in una causa dell’editore di Sitcom, Valter La Tona (suoi i canali Alice e Leonardo), definì i dati delle rilevazioni "scarsamente attendibili, parziali ed erronei". Altri dall’Antitrust (2004) e dell’AgCom nel (2005): per i commissari dell’Autorità garante sulle comunicazioni, il sistema Auditel sarebbe "inadeguato alle esigenze attuali del mercato televisivo". Il direttore Walter Pancini, da vent’anni a capo della società assieme al presidente Giulio Malgara (responsabile tra l’altro anche dell’Upa, l’associazione degli utenti pubblicitari), davanti al fuoco di fila degli avversari ruggisce: "Modificando lo statuto entro fine anno, abbiamo adempiuto agli impegni presi con l’Authority e - allargando la base societaria - anche aperto le porte a Sky, offrendole un ingresso pari al 3%. Il network è libero di accettare o meno, ma non può accusarci di non esser in linea con l’Europa. In tutti i Paesi dell’Ue, infatti, la parte televisiva ha nelle varie Auditel la maggioranza del consiglio d’amministrazione". E sui dati poco precisi ricorda "che una pronuncia della Corte d’Appello di Milano impedisce la diffusione dei dati dei singoli canali satellitari. Nonostante che il dato aggregato - relativo alle ”altre satellitari” nell’insieme - premi ampiamente il settore". Secondo le rilevazioni, infatti, nella seconda settimana del novembre 2004 lo share del satellite era del 4,73%. Un anno dopo era salito al 5.30% e quest’anno, nel medesimo periodo, è del 7,22%: un incremento del 52% in tre anni. Sarcastico il commento degli uomini di Murdoch: "Strano, dicono che raddoppiamo nello share, ma gli abbonati non sono raddoppiati. Ne abbiamo 3 milioni e 840 mila: sono tanti, ma il raddoppio non c’è!". E sulla vicenda chiedono l’intervento di un esperto, Toby Syfret (Enders Analysis), per un rapporto sul sistema Auditel. Attualmente, la proprietà della società rilevatrice è così divisa: il 33% ai rappresentanti delle imprese di comunicazione, il 33% alla Rai, il 33% alle emittenti private, l’1% alla Fieg: dopo l’accaduto, difficilmente sarà ancora aperta a Sky. Di certo, sulla faccenda anche Rai e Mediaset vorranno dire la loro. (da G.Ra., Corriere della Sera 17/11/2006 – Leandro Palestrini, La Repubblica, 17/11/2996 – S.N., La Stampa, 17/11/2006)