Valentina Melis, Il Sole-24 Ore 8/11/2006, pagina 1., 8 novembre 2006
Tassare il bottino delle rapine. Il Sole-24 Ore, mercoledì 8 novembre Dopo la lotta al sommerso, arriva la lotta al sottratto
Tassare il bottino delle rapine. Il Sole-24 Ore, mercoledì 8 novembre Dopo la lotta al sommerso, arriva la lotta al sottratto. Con le regole sulla tassazione dei proventi illeciti stabilite dalla manovra d’estate, il Governo ha chiuso il cerchio. E la Guardia di Finanza di Bolzano ha subito contestato al rapinatore di un furgone portavalori un reddito imponibile (ovviamente non dichiarato) di 730mila euro, equivalente alla fetta "scomparsa" del bottino. L’iniziativa delle Fiamme gialle dell’Alto Adige (ma il comando invita all’emulazione in tutta Italia) è divenuta possibile grazie al decreto legge 223/06, che ha fornito l’esatta interpretazione di una legge varata nel 1993 dopo Tangentopoli: il decreto Visco-Bersani ha infatti stabilito che tutti i proventi illeciti, a meno che non siano stati confiscati o restituiti, sono soggetti all’imposta sul reddito. Nessun limite alle verifiche, Codice penale alla mano: truffe, tangenti, riciclaggio, sfruttamento della prostituzione. Per centrare l’obiettivo, la Guardia di finanza può raccogliere informazioni anche durante le indagini della magistratura. E poiché la norma ha valore retroattivo, possono essere riaperti anche casi passati, purché non caduti in prescrizione. I proventi illeciti vanno tassati sempre, a meno che non siano stati restituiti o confiscati. Partendo da questo principio generale, fissato dal decreto Visco-Bersani (Dl 223/06, convertito dalla legge 248/06), la Guardia di finanza di Bolzano ha contestato all’autore di un furto a un furgone portavalori di aver ricavato 730mila euro di "bottino", soggetti a imposta sui redditi. Altri 500mila euro (la rapina aveva fruttato complessivamente 1,2 milioni) sono stati invece recuperati dalle Fiamme gialle e quindi esclusi dalla tassazione. L’episodio risale ad agosto, ed è il primo caso di applicazione dell’articolo 35 (comma 34 bis) della cosiddetta manovra d’estate, che ha allargato il raggio di applicazione della legge 537/93, approvata dopo Tangentopoli, per tassare i proventi illeciti. Mentre però, prima del Dl Visco-Bersani, per assoggettare a imposta questi introiti era necessario farli rientrare in una delle categorie fissate dall’articolo 6 del Tuir (redditi fondiari, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, redditi d’impresa, redditi diversi), ora vale per tutti la definizione di "redditi diversi". Nessun provento derivante da attività criminale, dunque, se reppresenta un bene goduto o godibile per il "malfattore", è sottratto alla tassazione. Per completare l’opera, la Guardia di finanza di Bolzano ha contestato all’autore della rapina, fuggito in Thailandia con buona parte del denaro dopo il furto, la violazione della normativa antiriciclaggio. In questo caso, l’intervento della Gdf è arrivato dopo la sentenza di condanna dell’imputato da parte del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bolzano, ma l’acquisizione di informazioni sui proventi illeciti conseguiti dai contribuenti e non dichiarati può avvenire anche prima: "Possiamo procedere anche in fase d’indagine", spiega Domenico Fornabaio, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Bolzano. "Il decreto Visco-Bersani, infatti, ha ampliato la nostra possibilità di acquisire informazioni, anche dagli organi requirenti. E ci stiamo muovendo proprio in questa direzione". Il riferimento è all’articolo 37 (comma 31) della manovra d’estate, che ha imposto agli "organi giurisdizionali, requirenti e giudicanti, penali, civili e amministrativi" e, "previa autorizzazione", agli "organi di polizia giudiziaria" l’obbligo di comunicare alla Guardia di finanza competente per territorio eventuali violazioni tributarie riscontrate nella loro attività. come dire che il Fisco può assumere informazioni a 360 gradi sui proventi illeciti accertati dai processi conclusi, ma anche durante le indagini, e questa possibilità si estende al passato. "Casi di riciclaggio o di vecchie tangenti - spiega ancora il comandante Fornabaio - se non prescritti, possono essere ripresi in esame". La Guardia di finanza sembra peraltro intenzionata a sfruttare fino in fondo le possibilità offerte dalla manovra d’estate: il Comando generale ha infatti sollecitato tutti i reparti ad attivarsi nei controlli per la tassazione dei proventi illeciti, di qualsiasi provenienza. Valentina Melis