Enrico Franceschini, La Repubblica, 09/11/2006, pg. 39, 9 novembre 2006
La rubrica più letta e stravagante dell’inglese ”London Review of Book”, forse la più raffinata rivista letteraria europea? La posta del cuore, of course
La rubrica più letta e stravagante dell’inglese ”London Review of Book”, forse la più raffinata rivista letteraria europea? La posta del cuore, of course. Lanciata per scherzo 10 anni fa dal direttore della pubblicita David Rose, ha ottenuto tanto successo da aver generato un libro di abstract, divenuto subito un best-seller. E che l’umorismo la faccia da padrone si nota fin dal titolo, They call me naughty Lola, ”Mi chiamano Lola la birichina”: così cominciava una lettera inviata da un ”distinto medico barbuto” in cerca di compagnia particolare. Perché se gli inserzionisti (e i lettori) della rivista sono più eterogenei di quanto si sospetti, il loro sense of humor è di stampo britannico. Alcuni esempi: ”La tua età non conta, l’aspetto nemmeno, ma il tuo portafoglio conta eccome”. ”Il romanticismo è morto, mia madre pure, e mi ha lasciato un patrimonio”. ”Calvo, piccolo, grasso cerca miope affamata di sesso”. ”Puttana in cucina, chef a letto, signora dalle idee confuse cerca uomo capace di rimescolare l’insalata”. ”Viagradipendente di 67 anni cerca contorsionista che suoni il trombone”. ”Non tutti in questa posta del cuore sono dei trans psicotici fuori di testa. Mostratemene uno e lo strozzo col mio reggiseno”. Forse qualche messaggio è una burla, ma il business è redditizio, perché gli annunci costano cari. Altre poste del cuore celebri e frequentate sono quelle del Guardian, del Financial Times (fanciulle dell’Est a caccia di maturi borker), dello Spectator e del New Statesman. Persino la rivista ”sorella” americana, la ”New York Review of Books”, ha la sua posta del cuore.