Varie, 17 novembre 2006
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DesBarres Pamela
• (Pamela Ann Miller) Reseda (Stati Uniti) 9 settembre 1948. Groupie • «Negli anni Sessanta, quando era la groupie più nota d’America, la chiamavano semplicemente Miss Pamela. Era la mascotte delle band più famose, dai Rolling Stones agli Who, e la fidanzata delle star più celebrate, da Mick Jagger a Frank Zappa. Alternava musica e sesso, senza mai dimenticare di tenere un diario. Poi quel diario divenne un libro di memorie e venne usato per due film, Almost Famous (Quasi famosi) di Cameron Crowe e The Banger Sisters (Due amiche esplosive), con Susan Sarandon e Goldie Hawn. [...] Le groupie, allora, erano ragazze che vivevano in simbiosi con le band musicali, che accompagnavano le star nei concerti e nella vita, che assaporavano la rivoluzione nella musica e nei costumi. Da quando Pamela si faceva fotografare nuda, coperta da ghirlande di fiori, sono passati 40 anni. Nel frattempo s’è sposata, ha fatto un figlio, ha divorziato, ha pubblicato libri e articoli per molti giornali, tra cui il ”New York Times”. Ecco la sua testimonianza. Furono i Beatles a cambiarle la vita? ”Prima ci fu Elvis Presley. Avevo otto anni e quando lo ascoltai divenni un’altra. Quando arrivarono i Beatles avevo 14 anni ed ero perfetta per la Beatlesmania. Poi diventai una ragazzina sexy e per me Mick Jagger divenne il simbolo del sesso”. Allora nella sua vita entrò Frank Zappa. ”Decisi che dovevo incontrare le band. Cominciai con i Bird e i Doors, a Los Angeles. Bastava andare sulla collina a vederli provare, potevo incontrarli nel backstage. Ma il momento di svolta fu nel 1965: andai ad ascoltare i Rolling Stones, avevo 16 anni ed ero influenzabile”. E Frank Zappa? ”Lo incontrai sul Sunset Strip, a Los Angeles. Stavo ballando con quelli della Mother of Invention, e lì agganciai Zappa. Mi aiutò a fondare la mia band, il GTO, Girls Together Outrageously”. Quando incontrò Mick Jagger? ”Mick era il numero uno nella mia lista. A quell’epoca avevo già il GTO. Stavo ballando in un club quando Mick salì sulla pedana e chiese di conoscermi. Passai la notte a casa sua, ma non andai a letto con lui quella sera perché ero innamorata di Jimmy Page, dei Led Zeppelin. Non vedevo l’ora di avere una storia con Mick, ma lo feci aspettare. A quell’epoca speravo che Page fosse innamorato di me e non mi andava di tradirlo [...] Credevo a ogni parola che Jimmy mi diceva. Mi prometteva di portarmi a casa sua su una carrozza bianca. Poi seppi che diceva la stessa cosa a un sacco di ragazze. Ma quelle parole avevano un suono meraviglioso alle mie orecchie. Poi uscii con Mick Jagger e Keith Moon degli Who e con parecchi altri, ma continuai per molto a essere innamorata di Page. Con lui mi sarebbe piaciuto avere un legame. Molta gente pensava che fossi una facile, ma non è vero. Quando andai a letto con Mick Jagger era solo la quinta persona con cui facevo l’amore. Stavo attenta a valutare le persone con cui andavo a letto, fu un caso che fossero tutti famosi”. Nel suo libro scrive che quando Mick Jagger la invitò nella sua casa di Los Angeles sentì di essere entrata nel paradiso del rock & roll... ” così. Quella sera lui e Keith Richard misero un disco e cominciai a ballare con loro nella stanza. Fu un momento magico. Mi sentii oltre la realtà. Era il 1969 e a quell’epoca non c’era nulla di più stupefacente al mondo che vedere i Rolling Stones dal vivo. Era un’esperienza magica. Accadde la stessa cosa con altre band con cui entrai in contatto: gli Who, per esempio”. Che cosa accadde con Jimi Hendrix? ”Ballai nel suo primo video, e passai l’intera giornata con lui. Lui ci provò, ma mi fece paura, ero ancora vergine". E Jim Morrison? ”Fu all’inizio, i Doors stavano cominciando. Ho passato momenti meravigliosi con Jim, specie la prima notte. Stavo prendendo qualche strana droga, lui volle prenderla con me. Eravamo su di giri, in una stanza sopra il palco a fare l’amore mentre Jim avrebbe dovuto essere in scena. A un certo punto sentimmo le prime note di Light my Fire e Jim si buttò giù dalle scale. Io lo seguii e mi ritrovai sul palco coi Doors”. Perché ha deciso di essere così esplicita sulle sue esperienze sessuali? ”Volevo raccontare la mia storia, compreso il sesso che è stata una parte importante della mia vita e del mio risveglio come donna. Penso di aver vissuto un periodo straordinario nella storia delle musica e ho voluto condividere tutte le mie esperienze di allora”. Come ricorda la sessualità di quegli anni ora che è una donna matura? ”Per me non è cambiato granché. [...] Il sesso è sempre stata una parte importante della mia vita e con il passare degli anni è cambiato solo in meglio”. Drogarsi negli anni ”60 era diverso da oggi? ”Non eravamo consapevoli del pericolo. Cominciammo con marijuana e Lsd che sembravano sicuri. La cosa partì in modo innocente, poi tutto cambiò. Molti amici divennero tossicodipendenti e morirono. Più tardi seppi che, tra le altre sostanze, aspiravo Pcp ed era pericoloso, allora lo ignoravo. Cominciai a preoccuparmi quando arrivò la cocaina”. Erano gli anni Settanta... ”L’ambiente divenne sempre più squallido. Incontrai Michael, mi sposai, ebbi un figlio e mi diedi una calmata. Fu una fortuna, perché le droghe pesanti ridussero quel mondo in un cumulo di macerie”. Anche la musica? ”I dieci anni tra la metà dei ”60 e la metà dei ”70 sono stati il rinascimento della musica. Le cose più importanti avvennero tra il ”66 e il ”72. Dopo fu in gran parte una scimmiottatura. Eccetto i Sex Pistols”. Si considerava femminista? ”Sì, perché facevo quello che volevo fare, che è l’essenza del femminismo. Mi consideravo alla pari delle star della musica. Loro amavano avermi intorno. Non sono mai stata lì solo per adorarli. Li mettevo sul piedistallo, ma a loro piaceva spassarsela con me. Inoltre ero lì, sul Sunset Strip di Los Angeles, a prendere la pillola anticoncezionale, seguendo la regola di rientrare in possesso del mio corpo”. Perché a 40 anni volle posare per ”Playboy” ”Perché no? Fu una monelleria. Non ci fu nulla di sbagliato, tutto fu fatto con buon gusto. E mi consentirono anche di scrivere l’articolo di accompagnamento”. Quando uscì Almost Famous disse che non c’era abbastanza sesso né droga. ”Era un po’ addomesticato e noioso rispetto alla realtà. Conosco molto bene Cameron Crowe, il regista. un vecchio amico e all’epoca dei fatti che racconta aveva solo 15 anni, probabilmente vedeva il mondo attraverso i suoi occhi da ragazzino. Il personaggio della groupie era ben descritto, anche se io non ho mai pensato di suicidarmi per nessuna rockstar”. E poi uscì The Banger Sisters, con Goldie Hawn e Susan Sarandon. Lei chi era delle due? ”Una via di mezzo. Vado ancora ai concerti, ma sono anche una donna d’affari. Quando andai a vedere il film restai a bocca aperta scoprendo quanto era stato preso dalla nostra storia. In realtà sono stata tagliata fuori in entrambi i film e mi lasciarono l’amaro in bocca”» (Enrico Pedemonte, ”L’espresso” 23/11/2006).