Walter Galbiati e Ettore Livini, La Repubblica, 09/11/2006, pg. 41, 9 novembre 2006
Milan, Inter, Roma e Lazio rispondono con una compravendita ”fai-da-te” dei loro marchi all’abolizione della legge 27 del 2003, detta ”spalmadebiti”
Milan, Inter, Roma e Lazio rispondono con una compravendita ”fai-da-te” dei loro marchi all’abolizione della legge 27 del 2003, detta ”spalmadebiti”. La normativa permetteva alle società di svalutare il patrimonio calciatori e di "spalmare" la perdita in dieci anni. Giudicata inadeguata dall’Unione europea, la norma fu però abrogata dal decreto 115, convertito in legge il 17 agosto 2005. Conseguenza: l’azzeramento del valore residuo della svalutazione entro il 30 giugno 2007. Le quattro società sono corse ai ripari, cedendo il proprio marchio a consociate e così coprendo le necessità di bilancio. Il Milan ha venduto il brand per 181,3 milioni di euro (su 181,5 milioni di svalutazioni) alla controllata Milan Entertainment. L’Inter all’Inter Brand, per 159 (a fronte di 223,6). La Lazio a una controllata per 95 (su 127,7), mentre la Roma ha ceduto il marchio in famiglia per 80 milioni (su 127). Le romane (quotate in Borsa) rischierebbero però la contestazione della Consob, l’Autority che vigila sui mercati, nel caso d’incompatibilità fra lo sfruttamento del marchio e i nuovi principi contabili. Unica ”innocente” la Juventus che, a suo tempo, rinunciò alla ”salvacalcio”.