Antonio Signorini, il Giornale 13/11/2006, pagina 7., 13 novembre 2006
I permessi e i distacchi sindacali dei dipendenti pubblici nel biennio 2004-2005 sono costati 125.317
I permessi e i distacchi sindacali dei dipendenti pubblici nel biennio 2004-2005 sono costati 125.317.174 euro. In tutto i dipendenti pubblici che sono stati distaccati sono 3.077: 2.648 verso le organizzazioni sindacali di appartenenza, 271 verso le otto confederazioni alle quali si riconosce questa possibilità (Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Confsal, Cgu, Rdb Cub, Usae). Tra stipendi, oneri sociali e Irap il costo del distacco è stato di poco superiore a 116 milioni. Tra i settori, il record spetta alla scuola con 1.099 dipendenti impegnati a tempo pieno nelle organizzazioni sindacali e un costo di 42 milioni e 878 euro (il record si spiega col fatto che la maggior parte dei dipendenti pubblici è concentrata nella pubblica istruzione). Seguono gli enti locali con 19,6 milioni di euro e 597 distacchi, e il servizio sanitario nazionale con 16 milioni di spesa e 445 dipendenti. Per i ministeri sono stati spesi 15 milioni e 700 mila euro per il distacco di 419 dipendenti. Sempre nel biennio 2004-2005 i sindacalisti hanno usufruito di 420 mila ore di permesso, per un costo di 9 milioni e 250 mila euro. Anche in questo caso il record spetta alla scuola dove sono state impiegate in attività sindacali 127 mila e 355 ore per un costo complessivo di due milioni e 800 mila euro. In media i dipendenti pubblici hanno perduto 21 giorni tra malattie, scioperi e permessi vari. Nel 2004 le giornate di assenza degli assunti a tempo indeterminato sono state 168,8 milioni (nel 2003 erano state 172 milioni). Quelli che hanno fatto più assenze sono stati i dipendenti della Presidenza del Consiglio con una media di 70 giorni non lavorati nel 2004, chi ne ha fatti di meno sono stati i diplomatici e i prefetti con 22 giorni, dei quali 15 di ferie.