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 2006  novembre 12 Domenica calendario

Da quando il prezzo del rame è salito a 8 mila dollari alla tonnellata, in Italia si moltiplicano i ladri che lo strappano lungo i binari delle ferrovie, nelle gallerie dove corre la metropolitana, nei cavi dell’illuminazione pubblica, nelle aziende, nei cantieri (c’è persino chi si porta via grondaie, vasi di fiori e tettoie dei cimiteri)

Da quando il prezzo del rame è salito a 8 mila dollari alla tonnellata, in Italia si moltiplicano i ladri che lo strappano lungo i binari delle ferrovie, nelle gallerie dove corre la metropolitana, nei cavi dell’illuminazione pubblica, nelle aziende, nei cantieri (c’è persino chi si porta via grondaie, vasi di fiori e tettoie dei cimiteri). Tra le conseguenze: treni bloccati, interi quartieri al buio, caos negli aeroporti per via di ascensori, scale mobili e tapis roulant che si bloccano (come è accaduto di recente a Fiumicino). In parte il rame rubato viene rivenduto e riciclato in Italia (al mercato nero si paga dai 3 ai 7 euro al chilo), in parte viene spedito illegalmente in Cina, dove la produzione locale non riesce a star dietro al fabbisogno dell’industria: degli 1,8 milioni di chili sequestrati in Italia la maggior parte era destinata all’Oriente. Un tempo la malavita italiana si limitava a ricettare il rame rubato dagli zingari, ora che il prezzo sul mercato è triplicato in due anni s’è organizzata per fornire le pezze burocratiche necessarie a legalizzare i furti: nel bresciano la polizia ha scoperto decine di società che fornivano bolle di accompagnamento false per il materiale rubato e rivenduto al mercato parallelo della zona. Se in Italia siamo ancora al furto, in Francia ormai si fanno assalti ai camion: lo scorso aprile 12 banditi armati si sono così impossessati di 40 tonnellate del valore di 200 mila euro. Assai bersagliata dsai ”cercatori di rame” la linea dell’alta velocità ferroviaria (Tgv): più di 7 tonnellate nei primi mesi dell’anno, nonostante le autorità spediscano di notte schiere di gendarmi a pattugliare i binari. E se i furti si moltiplicano in tutta Europa, dal Belgio alla Svizzera, dalla Svezia all’Irlanda, adesso arrivano segnalazioni anche da Stati Uniti e Canada.