Varie, 16 novembre 2006
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Pasquin Patrizia
• Milano 8 maggio 1954. Magistrato. Arrestata il 10 novembre 2006 • «Andava pazza per gamberoni e vongole fresche, ma anche il formaggio buono non doveva mancare dalla sua tavola. E a Vibo c’era sempre chi la riforniva, facendola sentire coccolata e stimata. Sapendo che lei, “il giudice”, al momento opportuno, sarebbe intervenuta, “tutelando gli interessi del gruppo”. Anche perché del “comitato d’affari”, secondo la Dda di Salerno, “il magistrato Patrizia Pasquin era il capo”. [...] è accusata di corruzione aggravata, falso e truffa perché “intratteneva una complessa serie di rapporti corruttivi avente come unico obiettivo l’asservimento della funzione giurisdizionale ad interessi particolari”. Il magistrato agevolava la criminalità “consigliando” agli avvocati la maniera di preparare “le carte utili per giustificare i provvedimenti da prendere e concordati in precedenza”. In altri termini, spiegava agli avvocati di Vibo Valentia come fare per aggirare la legge. Negli atti dei pm sono registrate le telefonate nelle quali si parla di “cause da sistemare in favore delle parti”. Il giudice per contattare Ventura, detto “Tappo” e vicino al clan Mancuso, usava il telefono della sua domestica. Un gruppo ben consolidato che curava affari milionari. Come quello della Melograno village srl, di cui faceva parte formalmente il figlio, ma che interessava al magistrato definito “socio occulto”. La cordata stava realizzando un impianto turistico a Parghelia, sulla costa vibonese. Un modo per ottenere finanziamenti a fondo perduto per quasi 5 milioni di euro, attraverso la falsificazione di contratti e autorizzazioni del comune. La Pasquin faceva pressioni “alla stregua di uno spregiudicato imprenditore interessato ad una cosa propria”. L’accusa parla di “sistematico mercimonio della funzione pubblica, attuando in modo capillare il principio del ‘do ut des’”. Il nome di Patrizia Pasquin era già emerso nelle intercettazioni dell’operazione Dinasty dove alcuni mafiosi la descrivevano “persona avvicinabile”. [...]» (Giuseppe Baldessarro, “la Repubblica” 11/11/2006) • «Dai fallimenti alle violenze sulle donne, una serie di fascicoli e inchieste portate a termine, fino all’arresto [...] È lunga la carriera di Patrizia Pasquin [...] è in magistratura dal 1980, con incarichi di prestigio. Nota per aver seguito le prime fasi dell’omicidio di Nicholas Green, il bambino americano assassinato nel corso di un tentativo di rapina nel settembre 1994, sulla Salerno-Reggio Calabria, ha ricoperto tutti i ruoli chiave del tribunale e della procura. Fra le sue inchieste, criminalità organizzata, reati contro la pubblica amministrazione, indagini su abusi edilizi. Pasquin, negli uffici dove ha lavorato a lungo, è descritta come una persona disponibile e sempre molto cortese. Torinese, attualmente è presidente di sezione civile del tribunale di Vibo Valentia, dove ha svolto l’intera sua carriera. Nominata uditore giudiziario al tribunale di Catanzaro dal maggio del 1980, è stata poi destinata, dal gennaio ’82, al tribunale di Vibo. Dal 1986 è stata sostituto procuratore della Repubblica e dall’aprile all’ottobre del 2004 ha anche svolto funzioni di procuratore reggente. Nominata dal Csm magistrato di Corte d’appello dal ’94, è diventata presidente di sezione dal luglio del 1995. Il 2000 è l’anno della chiamata a magistrato di Cassazione. Nella sua carriera si è occupata sia di civile che di penale. In quest’ultimo settore ha svolto incarichi di giudicante (a latere), come giudice istruttore nel primo quinquennio dell’attività, come pm nei nove anni successivi e poi ancora come presidente dei collegi ordinari e di tribunale delle libertà e delle misure di prevenzione» (g. Bal. “la Repubblica” 11/11/2006).