varie, 16 novembre 2006
PASCALE
PASCALE Antonio Napoli 1966. Scrittore • «S’era annunciato sin dall’inizio con una tipologia tutta propria, Antonio Pascale: con un romanzo, La città distratta, dall’opzione stilistica a favore non della narrazione, ma della rappresentazione-reportage sulla propria città, Caserta. Una modalità in parte conservata nei racconti della Manutenzione degli affetti, ma piegata a un tono più coralmente narrativo nel romanzo Passa la bellezza, ove s’accampava la famiglia del protagonista io narrante e alter ego dell’autore: Vincenzo Postiglione. [...]» (Ermanno Paccagnini, ”Corriere della Sera” 14/11/2006) • «[...] uno dei nostri scrittori più originali e perciò meno catalogabili. Scrive come parlerebbe se riuscisse a dire a voce alta quello che gli preme di più: cioè quello che pensa, nel modo in cui arriva a pensarlo, e nei diversi momenti in cui questo avviene. Pascale racconta, nella forma del resoconto problematico o del monologo teatrale, la lotta che la sua testa è costretta a combattere pressoché ogni giorno con le frasi, le idee, le dichiarazioni, le proterve certezze che gli piovono addosso. La scrittura di Pascale nuota in mezzo a un fiume di pensieri privati e pubblici, o meglio prima prepotentemente pubblici e poi ossessivamente privati [...] il suo pensare è un movimento che impegna il corpo, è cinetico, è gestuale. Così il suo personaggio narrante e ragionante è un cittadino che nella sua solitudine affollata di voci e di opinioni mette punti interrogativi a tutti i ”si dice”, specie se si tratta di enunciati dall’apparenza inconfutabile e ricattatoria. [...]» (Alfonso Berradinelli, ”Il Foglio” 2/1/2010).