Varie, 15 novembre 2006
Tags : Avigdor Lieberman
LIEBERMAN Avigdor Chisinau (Moldavia) 5 giugno 1958. Politico. Israeliano. Dal 2009 ministro degli Esteri, ha fatto del suo partito, Israel Beitenu, una della maggiori forze politiche del Paese • «Un ministro incaricato di occuparsi delle ”minacce strategiche” non s’era mai visto
LIEBERMAN Avigdor Chisinau (Moldavia) 5 giugno 1958. Politico. Israeliano. Dal 2009 ministro degli Esteri, ha fatto del suo partito, Israel Beitenu, una della maggiori forze politiche del Paese • «Un ministro incaricato di occuparsi delle ”minacce strategiche” non s’era mai visto. Questioni così importanti in Israele sono sempre state appannaggio del premier e del ministro della Difesa, i quali talvolta coincidevano con la stessa persona (Ben Gurion, Rabin). D’ora in avanti, invece, sarà il leader dell’estrema destra, Avigdor Lieberman, detto Ivette, a prendersi cura delle ”minacce strategiche” che incombono su Israele, essendo questa la ricompensa pattuita con Ehud Olmert, per unirsi ad una maggioranza di governo indebolita dal fallimento libanese. [...] Lieberman è un personaggio scomodo, che sprizza una filosofia autoritaria, anti-araba e per certi versi razzista. l’ideatore del trasferimento forzoso dei cittadini arabi-israeliani sotto sovranità palestinese, per ottenere in questo modo una scambio di territori. il propugnatore del giuramento di fedeltà allo Stato israeliano da parte dei deputati arabi della Knesset e della messa al bando degli stessi, dovessero eccedere nelle critiche. , infine, il promotore di una riforma costituzionale in senso presidenzialista, che il governo ha approvato (12 voti contro 11) come parte del negoziato con Olmert. [...]» (Alberto Stabile, ”la Repubblica” 24/10/2006) • «[...] capo di ”Israele la nostra casa”, porta in dote 11 seggi, il sostegno e i voti degli immigrati dall’ex Unione Sovietica, ma anche l’accusa di essere un estremista che propugna soluzioni xenofobe. Come quando ha suggerito di scambiare le città arabe israeliane con le colonie in Cisgiordania, espediente che esproprierebbe della cittadinanza un abitante su cinque: ”La responsabilità di aree a maggioranza araba come Umm El-Fahm verrebbe data all’Autorità palestinese. Allo stesso tempo, Israele annetterebbe ufficialmente gli insediamenti. Israele è la nostra terra, la Palestina la loro”. O ha raccomandato di condannare a morte i deputati arabi che avevano incontrato esponenti di Hamas e dell’Hezbollah: ”Alla fine della Seconda guerra mondiale, a Norimberga sono finiti anche i collaborazionisti e sono stati giustiziati. Chiediamo che venga imposto questo principio: tutti coloro che incitano al terrore e siedono alla Knesset devono essere giustiziati”. Immigrato dalla Moldavia nel 1978, ha lavorato come buttafuori nei bar e vive nell’insediamento di Nokdim. [...] Lo storico Tom Segev riconosce a Lieberman di portare avanti battaglie politiche e legislative importanti come quella per i matrimoni civili (un problema sentito dagli immigrati di origine russa, molti dei quali non sono ebrei) o quella per il cambio del sistema di governo [...] ”Ma la proposta di espellere i cittadini arabi – commenta – lo mette sullo stesso piano dei peggiori partiti di estrema destra in Europa”. A molti non piace neppure la sua riforma dello Stato, perché temono derive autoritarie. ”Yvette è un prodotto dell’Unione Sovietica – scrive Nahum Barnea, prima firma di Yedioth Ahronoth ”. Non ha pazienza per le soluzioni chirurgiche e parziali che hanno permesso a Israele di sopravvivere per 58 anni in una regione ostile. Le sue critiche agli arabi possono essere giustificate, le soluzioni allucinanti”. [...]» (Davide Frattini, ”Corriere della Sera” 24/10/2006) • «Il noto editorialista Uzi Benziman non ha dubbi su Avigdor Lieberman, il leader del partito di estrema destra Israel Beitenu: è un fascista. ”Chi (come Lieberman) enfatizza il più possibile il nazionalismo, rifiuta gli stranieri, eleva l’omogeneità ebraica al livello di santità, chiede la sostituzione totale dell’élite (politica) e il cambiamento radicale dei metodi di governo e crede che le soluzioni vadano imposte con la forza, ha certamente tendenze fasciste”, ha scritto [...] su Haaretz [...] Lieberman, con tutte le sue tendenze fasciste piace ad un numero crescente di israeliani, e ormai si è conquistato un posto al sole nel panorama politico israeliano. [...] Ex direttore dell’ufficio di Netanyahu quando quest’ultimo era primo ministro (1996-99), Lieberman di fatto ha preso il posto dello scomparso leader dell’estrema destra Revaham Zeevi (ucciso del Fronte popolare nel 2001) nell’invocare l’espulsione dei palestinesi. A differenza di Zeevi tuttavia non si preoccupa tanto dei palestinesi in Cisgiordania e Gaza quanto invece di quelli con cittadinanza israeliana (i cosiddetti arabiisraeliani, 1,3 milioni di persone) che considera un pericolo per la sicurezza e un rischio demografico. Il leader di Israel Beitenu vuole ridisegnare radicalmente i confini di Israele nella parte adiacente al Nord della Cisgiordania, in modo lasciare al di là del muro di separazione, sul versante palestinese, circa mezzo milione di arabi israeliani. Un progetto che non dispiace affatto a molti elettori. [...]» (Michele Giorgio, ”il manifesto” 27/3/2006).