Varie, 15 novembre 2006
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Jord Joaquin
• Santa Coloma de Farnés (Spagna) 1° agosto 1935, Barcellona (Spagna) 23 giugno 2006. Regista • «[…] quel suo stile documentario, libero e anticonformista, con cui aveva realizzato, dal 1960, una quindicina di opere. Dando vita allora, insieme a un gruppo di amici, a quella che fu definita la Escuela de Barcelona, un movimento documentaristico che si oppose al cinema del regime franchista, tentando nuove strade, autonome, indipendenti [...] un cammino artistico, ma anche ideologico e politico, che dalla Spagna di Franco si è mosso verso l’Italia del post-sessantotto e poi di nuova verso la Spagna democratica, con risultati eccellenti. Basti pensare [...] a film come Dante no es unicamente severo (Dante non è solo severo, 1967), opera complessa e composita sulla difficoltà dei rapporti interpersonali; a El encargo del cazador (L’incarico del cacciatore, 1990), struggente ritratto del suo amico e già collaboratore Jacinto Esteva Grewe; a De nens (A proposito di bambini, 2003), straordinario e originale documentario sul processo a un gruppo di pedofili sullo sfondo del quartiere cinese di Barcellona, ma anche analisi critica e denuncia sociale del sistema giudiziario e della speculazione immobiliare. Per tacere dei documentari politici realizzati in Italia, come Portogallo, paese tranquillo (1969) sulla dittatura salazariana di Marcelo Caetano, e Lenin vivo (1970), in collaborazione con Gianni Toti. Un film, quest’ultimo, che, nella sostanza, si limita a mostrarci tutte le immagini cinematografiche esistenti in cui compare Lenin (ma quali immagini!): un semplice montaggio di accostamento che ancor oggi ci colpisce e ci fa riflettere. Come scrive Nuria Vidal dell’amico Jordá: ”Il suo peso specifico come persona, la sua influenza come maestro, l’importanza che ha avuto nello sviluppo del documentario in Spagna, il suo indubbio impegno politico e ideologico sono fatti così forti che hanno messo in ombra un Jordá importantissimo, che la storia dovrà recuperare: il Jordá cineasta, creatore di immagini, di inquadrature”» (Gianni Rondolino, ”La Stampa” 13/11/2006).