Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  novembre 14 Martedì calendario

GIORGI Nada

GIORGI Nada Pontassieve (Firenze) 25 gennaio 1927 • «Per tutta la vita ha dovuto combattere contro il suo alter ego letterario, che le ha dato una fama non voluta. E che l’ha condannata a una verità diversa dal reale [...] a lei, giovinetta, si ispirò Cassola per La ragazza di Bube. Nada Giorgi, nella pagine del romanzo, diventò Mara. La Mara fanciulla che scopre la vita attraverso l’amore per il partigiano Bube. Il romanzo ebbe uno straordinario successo. Vinse il premio Strega nel 1960. Comencini ne trasse un film. E Mara, sullo schermo, ebbe le sembianze di Claudia Cardinale (tra parentesi, la giovane Nada non aveva nulla da invidiarle in bellezza). La storia del romanzo racconta il dramma dell’Italia tra il ”44 e il ”48. La resistenza ai tedeschi, le vite spezzate da odi e violenze. Il Bube del romanzo, partigiano che ha partecipato alla liberazione di Firenze, a un mese dalla fine della guerra uccide un maresciallo dei carabinieri e suo figlio. Viene condannato a 14 anni di carcere. Mara, la ragazzina sedicenne che aveva preso l’amore per il ”giovanottello timido” partigiano come fosse un gioco di civetteria, una storia piccante da raccontare alle amiche, decide di aspettarlo. Nella lunga attesa, in un Paese che cerca di ricostruirsi e riconciliarsi, attraverso il dolore e la solitudine diventa grande e scopre il senso della vita. La storia del romanzo era in parte vera. Cassola si ispirò a un fatto di sangue avvenuto nella turbolenta toscana della Resistenza. Tutti conoscevano Nada Giorgi, ragazzina, della Val di Sieve che si era innamorata del partigiano Renato Ciandri, finito in carcere per l’omicidio di un carabiniere e di suo figlio durante una festa finita male al santuario della Madonna del Sasso a Pontassieve. Renato - nella Resistenza si chiamava ”Baffo” e non ”Bube” - era un comunista. Ed era anche ingenuo. Scappò per paura. Sperava in un’amnistia o in una vittoria delle sinistre nelle elezioni epocali del ”48. Invece lo arrestarono a Parigi e lo condannarono a dieci anni. Nada Giorgi - come la protagonista del romanzo - ha aspettato il suo amore. L’ha sposato in prigione ad Alessandria. Negli anni Nada Giorgi ha lottato per scrollarsi di dosso il personaggio letterario. E soprattutto per ristabilire la verità. Il suo Renato - dice - non ha ucciso. Quando il film di Comencini uscì nel ”63 le offrirono dei soldi per accettare la versione integrale. Lei e il marito erano poveri in canna ma li rifiutarono. Non volevano che Renato apparisse come un assassino. Riuscirono a bloccare la prima a un cinema di Firenze, ottenendo ragione da un giovane giudice, Antonino Caponnetto. Poi la verità del romanzo riprese il sopravvento. E mezza Italia ha letto la storia di Cassola, senza chiedersi troppo dove stesse la verità. [...] Massimo Biagioni ha ricostruito la storia di Nada in un libro Nada, la ragazza di Bube. L’ha fatta parlare molto e ha anche messo in evidenza le contraddizioni nella ricostruzione giudiziaria del duplice omicidio. Nada Giorgi ha continuato a dire nel tempo che il romanzo di Cassola non le piace. Non l’ha neanche finito perché le ha rubato la vita. Ha continuato a dire che Bube non esiste e nemmeno la sua fidanzata Mara. E che la vita vera di lei, Nada, e di suo marito, è stata dura come nel romanzo, ma onesta e innocente» (Bruno Ventavoli, ”La Stampa” 31/10/2006).