Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  novembre 06 Lunedì calendario

Anno III - Centoquarantaduesima settimanaDal 30 ottobre al 6 novembre 2006Saddam Gli iracheni hanno condannato a morte Saddam Hussein e potrebbero impiccarlo tra un mese

Anno III - Centoquarantaduesima settimana
Dal 30 ottobre al 6 novembre 2006

Saddam Gli iracheni hanno condannato a morte Saddam Hussein e potrebbero impiccarlo tra un mese. Ma ci sarà il processo d’appello – di durata illimitata – e il raìs sarà perciò giustiziato più in là. Sarà giustiziato sul serio? Sì, molto probabilmente sì. E questo è conveniente? Non troppo conveniente, perché trasformerà un dittatore feroce in un martire della lotta all’America e perché potrebbe scatenare la guerra non solo tra sciiti e sunniti (Saddam è sunnita), ma tra le mille etnie di cui è fatto quel paese. Laggiù la guerra civile è sempre in agguato e a questo punto persino il ritiro americano potrebbe risultare catastrofico: sono i soldati Usa a tenere unito l’Iraq e a impedire che gli iracheni si ammazzino uno con l’altro fino a una specie di soluzione finale. Secondo la rivista Lancet, molto autorevole, le vittime civili dall’inizio del conflitto sono 650 mila, un milione e mezzo di iracheni hanno già abbandonato il paese, ogni giorno perdono la vita in attentati cento persone. Questo bilancio catastrofico sta fortemente penalizzando Bush al punto che persino i gruppi evangelici, protagonisti dei suoi passati successi politici, sembrerebbero intenzionati ad abbandonarlo in occasione delle elezioni per il Congresso che si tengono questa settimana.

Torsello La vicenda Torsello, il giornalista-fotografo sequestrato in Afghanistan un mese fa e rilasciato alla fine della settimana scorsa, è parecchio dubbia. Torsello ha raccontato di esser stato tenuto prigioniero in una stanza buia, però durante il rapimento ha telefonato per sei volte - e dal suo cellulare - a quelli di Emergency che hanno fatto da mediatori. Lo stesso Torsello, appena sequestrato, ha scelto Emergency (cioè l’organizzazione di Gino Strada) come suo referente fisso e i rapitori a quanto pare hanno accettato di buon grado le decisioni del loro ostraggio e hanno lasciato che la facesse da protagonista. Non è un po’ troppo, anche se abbiamo a che fare con un buon musulmano elogiato dai talebani? Lo stato italiano – anche se tutti smentiscono - ha pagato come minimo cinquecentomila euro, ma noi siamo pronti a scommettere che la cifra è assai più alta. Torsello dice anche che i suoi primi rapitori a un certo punto lo hanno venduto a una seconda banda. tutto possibile, naturalmente. Però siamo fortemente colpiti dal fatto che in Iraq non ci sono stati più italiani sequestrati dopo il rapimento Sgrena e l’amara lezione impartita dagli americani al povero Calipari. L’Afghanistan è evidentemente zona franca. Il centrodestra pagava senza esitare col pieno accordo del centrosinistra. Il centrosinistra paga senza esitare col pieno accordo del centrodestra. Non sarebbe il caso di mettere in piedi una qualche inchiesta per capire di che stiamo parlando? Che giro fa veramente questo fiume di denaro? Deve essere per forza scontato che non lo sapremo mai?

Napoli Il fatto che a Napoli si sono verificati tre omicidi in due ore ha fatto venire la febbre a tutti. A un tratto ci si è accorti che ”la città fa schifo”, è il regno della malavita, tutti sono complici, Bassolino e la Iervolino carichi di responsabilità e di colpe, lo stato assente eccetera eccetera. In termini statistici però gli omicidi sono stati quest’anno meno dell’anno scorso: 52 nei primi dieci mesi del 2005, 49 nei primi dieci mesi del 2006. Il fatto è che la città, per come è stata ridotta, ”fa veramente schifo” (così ha scritto sulla Stampa la salernitana Lucia Annunziata), ma non solo per la questione degli omicidi. che la malavita controlla a tal punto il territorio da avere in mano la maggior parte delle attività lecite e illecite. Tutti scrivono del traffico di droga, che esiste ed è assai lucroso. Ma il giovane scrittore Roberto Saviano, nel suo bel romanzo-saggio Gomorra, ha documentato che le cosche controllano soprattutto il tessile producendo ad altissimo livello qualitativo sia i capi autentici delle griffe (che sono sempre state zitte) sia i capi falsi con cui dominano i mercati mondiali grazie a prezzi competitivi e qualità dell’offerta. Non merce taroccata, cioè, ma modelli di gamma altissima che sono capaci di fare solo a Secondigliano e dintorni. Naturalmente, lavorando in nero, accettando senza discutere la parola dei boss e facendo resistenza ai deboli tentativi dello Stato di entrare in quella realtà e modificarla. La resistenza è comprensibile: la camorra dà da vivere a tutti, lo Stato praticamente a nessuno. In questo quadro appaiono sconsolatamente senza speranza le misure decise dal governo Prodi e le parole di fuoco pronunciate dal ministro Amato, non più che un esercizio di retorica, data la situazione. Si metteranno telecamere dappertutto, si aumenteranno gli organici di polizia, carabinieri e guardia di finanza, si illumineranno meglio le strade, si doteranno le forze locali di qualche automobile e motocicletta nuova, si smantelleranno i commissariati per far posto ai distretti, misura che dovrebbe consentire di mettere in strada cento uomini in più e alla quale si sono opposti – come non era difficile prevedere – i vari sindacati delle forze dell’ordine.

Prodi Sabato scorso parecchie decine di migliaia di persone hanno sfilato a Roma per chiedere soprattutto l’abolizione della legge Biagi e, quindi, la fine del precariato e l’assunzione a tempo indeterminato nelle amministrazioni pubbliche. Altre richieste: cancellare la Bossi-Fini (cioè la legge sull’immigrazione) e la riforma Moratti della scuola. Tra i manifestanti erano presenti gli onorevoli Rinaldi, Sentinelli, Cento, Marchetti, Patta e Gianni, tutti sottosegretari e quindi membri a pieno titolo del governo Prodi, da cui non si sono dimessi. possibile far parte di un governo e andarlo ad attaccare in un corteo? Abbiamo letto due risposte a questa domanda: una letteraria (’gli alleati si abituino, siamo animali strani”) e una politica, da parte di Prodi (’non hanno marciato contro il governo”). Intanto il Financial Times ha giudicato Padoa-Schioppa il peggior ministro dell’Economia di tutta Europa. Padoa-Schioppa – che ormai viene preso in giro persino su Raiuno (scenetta di Pippo Baudo e Enrico Montesano che gridano in coro con la partecipazione del pubblico: Schioppa-Schioppa-Schioppa) – ha dato una risposta mezzo letteraria e mezzo politica: ”Si sono sbagliati”.

Radicali I radicali, riuniti a Padova per eleggere il nuovo segretario, hanno fischiato Pannella, evento mai verificatosi nella storia di quel partito. Il fatto è che Pannella ha buttato fuori dalla segreteria – e a parolacce – Daniele Capezzone e ha preteso che al suo posto venisse eletta la fedelissima Rita Bernardini, una a cui batte il cuore ”quando vedo avvicinarsi Marco”. Lo scontro Pannella-Capezzone, con accompagnamento a suon di bestemmie di Emma Bonino, è andato in onda alla radio e su Internet con tanto di insulti non censurati e trasmessi per pochi minuti anche dalla Rai. Si è fatto credere a tutti che Capezzone dovesse uscire di scena per una cattiva gestione del partito. In realtà, l’ex segretario è colpevole di aver messo più volte in difficoltà Prodi, da ultimo inventando il ”tavolo dei volenterosi”, un’iniziativa che intendeva far dialogare esponenti della maggioranza e dell’opposizione in modo da presentare alla Finanziaria emendamente condivisi. Prodi ha visto nell’iniziativa un’alba di larghe intese, cioè un primo movimento capace di terremotare la sua maggioranza. Ha proibito perciò a chiunque di partecipare a quel tavolo e ha fatto fallire l’iniziativa. La Bonino è sempre stata un difensore strenuo del governo e della Finanziaria. Pannella non vuole storie con Prodi: i radicali, alleati con i socialisti di Boselli nella Rosa nel pugno, fanno pienamente parte della maggioranza. Inoltre Capezzone ha un buon piglio in televisione, cioè sa comunicare. E Pannella non vuole concorrenti alla ribalta.
Anno III -