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 2006  novembre 11 Sabato calendario

DeLoo Tessa

• Bussum (Olanda) 15 ottobre 1946. Scrittrice • «’Vi capisco molto bene” si scusa Anna alzandosi impacciata su un tram dell’Aia circondata da sguardi che l’accusano per il suo grazie in tedesco, ”capisco che non volete avere niente a che fare con noi. Ma io non ero nazista. Sono una donna normale”. La guerra è appena finita e per la prima volta le capita d’esser considerata come un campione della sua specie, anziché una persona. ”A quanto pare per voi stessi avete sempre una giustificazione, ma di fronte agli ebrei non avete attenuanti”, sono le parole che quasi cinquant’anni dopo le rivolge Lotte, sua sorella gemella. Ancora quel ”voi”, da sua sorella. Anna e Lotte, orfane, separate l’una dall’altra a sei anni, si incontrano per caso, ormai settantenni in una località termale belga. Nella Colonia della loro infanzia correva l’anno 1922 quando, morti i genitori, la cagionevole Lotte fu spedita in Olanda da parenti benestanti, mentre Anna venne tramutata in braccia da lavoro nella modesta fattoria tedesca del nonno paterno. La lontananza che nei primi tempi alimenta la nostalgia reciproca, si trasforma negli anni e con gli equivoci in risentimento. Le gemelle vivranno la seconda guerra mondiale su fronti opposti e, quando nel ”40 la Germania invade l’Olanda, il sentimento di Lotte è ormai diventato odio per tutto quanto è tedesco, incluse le sue origini, che giungerà a rinnegare e rimuovere. L’appuntamento fissato dal caso che apre Sorelle gemelle di Tessa de Loo (Giunti, traduzione di Liselotte Longato e Diana Rensink, pp. 415, ࿬ 11,50) dà perciò origine a una serie di incontri tra le due donne complicati da conflitti interiori di diversa natura. Anna cerca la comprensione della sorella, Lotte fatica a rompere la diffidenza eretta davanti a ogni ”noi non sapevamo” proferito da labbra tedesche. Il romanzo però non degenera in allegoria del problema, né prende posizione. La questione morale scorre sottesa tra le pagine di una saga che si estende dall’infanzia delle gemelle fino al termine del periodo bellico. La guerra vissuta e subita dalle donne è la grande coprotagonista del libro. Non compaiono campi di battaglia, le lettere da Stalingrado, da Berlino, dalla Normandia, due cartoline da Buchenwald e Mauthausen consegnano le confidenze degli uomini travolti dalla storia. Il resto è travaglio quotidiano. Tra un bagno di torba e una passeggiata, un’ineluttabile forza d’attrazione richiama nelle chiacchiere delle due anziane signore i ricordi che dipingono le loro vite parallele. Anna che sabota l’associazione nazista delle ragazze per conto della Chiesa, Anna che fugge dalla schiavitù nella fattoria e diviene donna di servizio prima di una famiglia di simpatizzanti nazisti e poi di una coppia della nobiltà terriera prussiana, Anna che si innamora e sposa un soldato viennese delle SS. Lotte che cresce in un’affettuosa famiglia, Lotte che rischia di affogare e impara a cantare diventando una solista, Lotte che si innamora di un pianista ebreo e intuisce la tragedia ebraica dalla sua ultima cartolina. Il marito di Anna muore in Francia e lei diviene crocerossina sotto le bombe ogni giorno più fitte, infermiera partecipe nella disfatta delle armate hitleriane. La casa di Lotte ubbidisce alle leggi della paura da quando nasconde una decina tra ebrei e antinazisti, lei rischia la vita più volte per sfamare la famiglia allargata. La scrittrice olandese lascia ai lettori il compito di dirimere colpe e ragioni, dopo averli immersi nella dolorosa quotidianità di una guerra narrata in modo avvincente. Coinvolgendoli nella vicenda umana delle protagoniste, liquida ogni preconcetto etico riguardo ad Anna e mostra quanto sia scabroso giudicare un intero popolo» (Cinzia Fiori, ”Corriere della sera” 31/10/2006).