Varie, 10 novembre 2006
CAMUSSO Susanna
CAMUSSO Susanna Milano 14 agosto 1955. Sindacalista. Dal novembre 2010 segretario della Cgil. Già segretario della Cgil lombarda (2001-2008) • «Femminista storica [...]» (Alessandra Mangiarotti, “Corriere della Sera” 25/10/2006) • «[…] cresciuta [...] in un sindacato difficile per una donna: la Fiom, dove ha militato per 22 anni, dal ’75 al ’97, cioè quando i metalmeccanici erano in grado di dettar legge alla confederazione. È una riformista apprezzata, che viene dalla sinistra socialista ed è da sempre impegnata nel movimento femminista. [...]» (Enrico Marro, “Corriere della Sera” 14/3/2008) • «[...] Di provenienza borghese, suo padre è stato direttore editoriale della Mondadori, comincia a fare sindacato a 20 anni coordinando le politiche del diritto allo studio (le 150 ore) per gli operai metalmeccanici dell’allora federazione unitaria Flm. Siamo nel pieno degli anni Settanta. E Susanna Camusso affianca all’impegno sindacale la militanza nel movimento femminista e nel partito socialista. Si costruisce insomma un profilo da intellettuale. Nel 1980 entra nella segreteria della Fiom-Cgil di Milano, poi in quella della Lombardia e infine, nel 1993, nella segreteria nazionale, dove rimane fino al 1997, quando viene costretta a lasciare dall’allora leader della Fiom, Claudio Sabattini, col quale erano entrati in rotta di collisione anche gli altri segretari riformisti, Cesare Damiano, Gaetano Sateriale e Gianpiero Castano, pure loro estromessi dalla segreteria. A rilanciare Camusso fu poi Sergio Cofferati, promuovendola nel 2001 a segretario generale della Cgil lombarda. Dove è rimasta fino al giugno 2008, quando Epifani l’ha chiamata nella segreteria confederale affidandole le deleghe decisive dell’industria e della contrattazione, facendo così capire di puntare su di lei per la successione. Quando può torna a Milano, cerca di stare con la figlia [...] Alice. D’estate le piace andare in barca a vela, ma non avendone una, l’affitta» (Enr. Ma., “Corriere della Sera” 5/5/2010) • «[…] di famiglia borghese [...] sognava di fare l’archeologa. Folgorata sulla via del sindacato da leader cislini come Bruno Manghi e Pierre Carniti è invece finita alla Fiom, dove si è fatta le ossa con l’Ansaldo e l’Alfa di Arese (nel braccio di ferro fra Ford e Fiat ha tifato per gli americani). La sua grande occasione è stata la trattativa Fiat del 1995: controparte un osso duro come Cesare Romiti. Camusso gli ha tenuto testa, s’è guadagnata il rispetto di tutti (nonché il soprannome di Caparbia) e ha portato a casa l’accordo. Un successo che sembrava destinarla a una fulminea carriera. Ma Claudio Sabbattini, padre padrone della Fiom, la trovava troppo riformista e così è stata costretta a lasciare. Nel 1997 l’ha recuperata Sergio Cofferati, portandola ai vertici della Flai (ex braccianti), da dove nel 2001 è approdata alla Cgil Lombardia. Femminista convinta, appassionata di barca a vela, Camusso ha due passioni [...]: i romanzi e i fornelli. [...]» (Nunzia Penelope, “L’espresso” 26/6/2008).