La Repubblica 10/11/2006, pag.16 Marina Cavallieri, 10 novembre 2006
L´annuario Istat 2006, diffuso ieri, racconta in ottocento pagine, cifra dopo cifra, l´Italia che siamo e un po´ quella che diventeremo: siamo il paese più vecchio dell´Unione europea, la fecondità delle donne si mantiene molto bassa, i decessi superano le nascite e quasi un italiano su cinque, già oggi, ha più di 65 anni
L´annuario Istat 2006, diffuso ieri, racconta in ottocento pagine, cifra dopo cifra, l´Italia che siamo e un po´ quella che diventeremo: siamo il paese più vecchio dell´Unione europea, la fecondità delle donne si mantiene molto bassa, i decessi superano le nascite e quasi un italiano su cinque, già oggi, ha più di 65 anni. Un´Italia dove l´aumento della popolazione è dovuta ai flussi migratori e il sogno del baby boom accarezzato nel 2004 è già svanito. Meno figli, più stranieri. Gli italiani sono 58.751.711, l´aspettativa di vita si è allungata un po´ per gli uomini e accorciata lievemente per le donne, l´aumento della popolazione è dovuto all´arrivo di stranieri perché non si riesce ad invertire una tendenza che sembra ormai fisiologica, naturale: figli se ne fanno pochi, 1,32 per donna nel 2005, un tasso ancora più basso di quell´1,33 del 2004 che costituiva già il livello minimo in Europa. Marina Cavallieri