Ettore Livini, la Repubblica 9/11/2006, pagina 1., 9 novembre 2006
Arriva l’aeroporto low cost. la Repubblica, giovedì 9 novembre Marsiglia. Il futuro del trasporto aereo è un aeroporto ricavato da un ex magazzino merci, con il pavimento in cemento grezzo, privo di computer e aria condizionata, senza scale mobili e insonorizzazione
Arriva l’aeroporto low cost. la Repubblica, giovedì 9 novembre Marsiglia. Il futuro del trasporto aereo è un aeroporto ricavato da un ex magazzino merci, con il pavimento in cemento grezzo, privo di computer e aria condizionata, senza scale mobili e insonorizzazione. Terzo mondo? Tutt´altro. Benvenuti a Marsiglia, all´Mp2, il primo scalo low-cost del globo. Un hub fai-da-te dove i passeggeri trascinano le valigie fino quasi alla stiva dell´aereo, attendono l´imbarco in sale senza sedie e non si formalizzano per il look spartano. Il tutto con un solo obiettivo: risparmiare sul costo del biglietto. Mp2 ha aperto i battenti ieri, con collegamenti per 16 destinazioni europee gestiti (e poteva essere altrimenti?) da Ryanair e Easyjet, regine del low cost continentale. Il battesimo dell´aria è toccato al volo Ryanair Fr 6501 Marsiglia Mp2-Roma Ciampino. Partenza ore 6 e 25 del mattino. L´abbiamo preso (costo del biglietto 30,99 euro, 16,99 tariffa base più 14 d´assicurazione) per provare sul campo vizi e virtù di questo avveniristico aeroporto a bassissima intensità tecnologica. Ore 5.00: l´arrivo. buio. Ma l´Mp2 si riconosce subito. A sinistra la torre di controllo e l´imponente scalo "tradizionale" (dove le tasse aeroportuali sono sei volte quelle del cugino low-cost). Davanti un austero parallelepipedo grigio a due piani poco illuminato. lui. Prima sorpresa: il comodo carrello porta-bagagli che trasporta la valigia da queste parti è un lusso superfluo. L´ingresso è presidiato da 12 austere colonnine di ferro anti-trolley. Non si passa. Poco male, si torna all´antico: un piccolo sforzo di braccia e via, tanto il check-in è lì, venti metri dopo la porta scorrevole. La hall dell´aeroporto a basso costo è il suo miglior biglietto da visita. Qui sembra sia passato Tommaso Padoa Schioppa: tutto il tagliabile è stato tagliato. Niente piastrelle o marmo: il pavimento è grigio, con tombini in bella vista. Pareti spoglie ma a tinte-choc (verde acido, viola mosto e arancione elettrico). Look minimalista, quasi post-industriale. L´avesse disegnato un architetto, sarebbe costato milioni. Ma Mp2 è più il parto di un geometra un po´ sparagnino: anonime luci al neon, fili elettrici e canaline a vista, tubature del riscaldamento scoperte, uno scheletro di travi d´acciaio a reggere il tetto. un inno al risparmio, con optional ridotti all´osso: c´è un bancomat, un bar (che per la legge del contrappasso è caro come il fuoco, 2,2 euro per il tè), 30 sedie in plastica arancione per gli avventori e altrettante poltroncine in acciaio hi-tech. Non molte, visto che in questa sala, secondo le stime, dovrebbe passare un milione di passeggeri l´anno. Ore 5.15: il check-in. Ci sono una decina di minuti di coda. Visti di fronte i banconi d´accettazione sembrano quelli di Fiumicino. Dietro c´è la sorpresa. Nessun computer. Sul tavolo solo una penna, un telefono, una pila di carte d´imbarco pre-stampate e una lista cartacea dei passeggeri. La valigia - va da sé - ce la si deve sollevare e pesare da soli. L´impiegato spulcia l´elenco come si faceva col registro a scuola, segna i presenti e compila a mano carta d´imbarco ed etichetta del bagaglio. Procedure da antiquariato aeronautico ma tempo d´esecuzione, tutto sommato, accettabile. Un paio di minuti. Ore 5.30: valigia e duty free. Il check-in è fatto. Ma i compiti del passeggero non sono finiti. In questa sorta di autogestione aeroportuale è il momento di sistemare la valigia. Da soli. Prossima tappa, 50 metri più avanti, un maxi-tapis roulant che sparisce cigolando nel buio del capannone. Si risolleva il bagaglio e lo si affida al nastro che corre verso la pista. Tutto rigorosamente senza assistenza. Poi i controlli di sicurezza (tradizionali e accurati) e una scala metallica in puro stile Ikea per arrivare ai duty-free. L´offerta qui si è adeguata alla domanda. molto low-cost. Niente Ferrari Shop, nessuna griffe. Solo due negozi dove al posto dei gioielli Bulgari si vende bigiotteria a 15 euro il pezzo. Ma c´è l´indispensabile: un bar, le toilette (pulite) e un po´ di sedie. Ore 6.00: a bordo. L´imbarco è alla porta C. Tre minuti dai duty free, una passeggiata nell´archeologia industriale. Si cammina in un capannone spoglio che sembra il ventre di una balena, pareti mobili in plastica acidata per smistare i passeggeri e nessuna poltrona. Ultimo controllo al gate di fronte alla pista. Non ci sono né varchi elettronici né il tradizionale pulmino. All´Mp2 non servono. Sull´aereo si va a piedi. Il Boeing 737 è parcheggiato a 50 metri dall´uscita, accostato di traverso come una corriera di campagna. Sembra uno sfizio, ma non è così: evitando manovre all´arrivo e il "pontile" d´imbarco si tagliano di 17 minuti i tempi di sosta. Quanto basta per consentire al Marsiglia-Roma di fare un viaggio di andata e ritorno in più al giorno. Ore 6.25: il decollo e la morale. Il volo Fr 6501 è partito e arrivato in perfetto orario. I disagi? Pochissimi. Certo la prova andrebbe ripetuta in ore di punta. O quando ai 40° dell´estate marsigliese la mancanza di aria condizionata arroventerà hall e sale d´attesa. Ma la pagella è buona. Si fa un po´ di moto fisico in più per trascinare la valigia. C´è coda all´unico bar. Ma il risparmio vale la candela. E in fondo ci sono aeroporti iper-tecnologici dove il trolley è ammesso ma per andare dal check-in al gate serve un trekking di una ventina di minuti. Funzionerà l´esperimento? Gli aerei sono quasi tutti pieni, dicono a Ryanair e Easyjet. Air France ha fiutato il pericolo e ha depositato una denuncia al Consiglio di Stato francese: "Mp2 - ha scritto - è da mettere fuorilegge per concorrenza sleale". Vale più di una laurea honoris causa. Dicevano la stessa cosa cinque anni fa delle compagnie low cost. Oggi Ryanair & C. gestiscono quasi un quarto del traffico dei cieli europei… Ettore Livini