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 2006  novembre 06 Lunedì calendario

Nel periodo 2000-2005 gli italiani hanno pagato dodici euro l’anno per finanziare ricerche che rendessero impossibili i black-out elettrici (con la bolletta della luce, voce A5)

Nel periodo 2000-2005 gli italiani hanno pagato dodici euro l’anno per finanziare ricerche che rendessero impossibili i black-out elettrici (con la bolletta della luce, voce A5). Quando però l’Enel ha smantellato e privatizzato i propri centri di ricerca, raggruppandoli nel Cesi, non ha più avuto accesso ai 12 euro, perché il Cesi è privato e il contributo, per sua natura, non può che essere gestito dalla mano pubblica. L’Autorità per l’Energia ha dunque decretato la sospensione del pagamento in bolletta, ma a quel punto s’erano già accumulati 150 milioni, finora impossibili da utilizzare. Le ricerche dovevano risolvere proprio i problemi legati alle interconnesioni tra i sistemi elettrici nazionali: pensate per soccorrere paesi che si trovassero improvvisamente colpiti da piccoli deficit, le interconnessioni rendono adesso troppo spesso possibile il trasferimento da un punto all’altro di problemi. Come si tagliano preventivamente pezzi di bosco per impedire agli incendi di propagarsi, così i centri di ricerca studiano un’organizzazione della distribuzione elettrica a isole, che, continuando a tenere tutti collegati, permetta però di circoscrivere a zone limitate eventuali danni futuri. Tra i rischi c’è naturalmente anche quello di un attentato terroristico alla rete, che, nelle condizioni attuali, potrebbe indurre un black out non si sa quanto lungo in tutta l’Europa. L’Enel potrà presto mettere mano ai 150 milioni non ancora utilizzati, il contributo di 12 euro riapparirà quanto prima in bolletta.