Giorgio Ballario, La Stampa 8/11/2006., 8 novembre 2006
Ana Maria Varia (16 anni), Diana Zaharia (20 anni) e Petronela Catalina Stirbu (21), rumene clandestine in Italia, facevano le prostitute a Torino sui marciapiedi di corso Traiano
Ana Maria Varia (16 anni), Diana Zaharia (20 anni) e Petronela Catalina Stirbu (21), rumene clandestine in Italia, facevano le prostitute a Torino sui marciapiedi di corso Traiano. Vivevano in un piccolo appartamento al piano rialzato in via Palma di Cesnola, morirono il 9 febbraio 2003 uccise dal monossido di carbonio di una caldaietta difettosa. Per quel fatto adesso sono stati rinviati a giudizio il proprietario dell’alloggio, Chiaffredo Galliano, 68 anni, residente in un paese vicino Parigi, e l’amministratore dello stabile Giuseppe Balbo, 71. Per la Procura sono responsabili della morte delle ragazze perché l’impianto a gas installato nel cucinino era fuori norma e da almeno trent’anni non era sottoposto ai controlli di routine. La sera in cui morirono, le donne avevano collegato un tubo al rubinetto della cucina: l’altra estremità era infilata nella vasca, ma la vecchia caldaietta sottoposta a un lavoro eccessivo, bruciò ossigeno trasformando l’appartamento in una camera a gas. L’avvocato che difende gli imputati rivela che «l’alloggio era stato regolarmente affittato da Balbo a un certo Angelo Misia, che pagava 414 euro al mese. nessuno sapeva che lì dentro ci abitassero tre romene». Nel corso delle indagini Misia non è stato mai rintracciato.