Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  novembre 08 Mercoledì calendario

Ana Maria Varia (16 anni), Diana Zaharia (20 anni) e Petronela Catalina Stirbu (21), rumene clandestine in Italia, facevano le prostitute a Torino sui marciapiedi di corso Traiano

Ana Maria Varia (16 anni), Diana Zaharia (20 anni) e Petronela Catalina Stirbu (21), rumene clandestine in Italia, facevano le prostitute a Torino sui marciapiedi di corso Traiano. Vivevano in un piccolo appartamento al piano rialzato in via Palma di Cesnola, morirono il 9 febbraio 2003 uccise dal monossido di carbonio di una caldaietta difettosa. Per quel fatto adesso sono stati rinviati a giudizio il proprietario dell’alloggio, Chiaffredo Galliano, 68 anni, residente in un paese vicino Parigi, e l’amministratore dello stabile Giuseppe Balbo, 71. Per la Procura sono responsabili della morte delle ragazze perché l’impianto a gas installato nel cucinino era fuori norma e da almeno trent’anni non era sottoposto ai controlli di routine. La sera in cui morirono, le donne avevano collegato un tubo al rubinetto della cucina: l’altra estremità era infilata nella vasca, ma la vecchia caldaietta sottoposta a un lavoro eccessivo, bruciò ossigeno trasformando l’appartamento in una camera a gas. L’avvocato che difende gli imputati rivela che «l’alloggio era stato regolarmente affittato da Balbo a un certo Angelo Misia, che pagava 414 euro al mese. nessuno sapeva che lì dentro ci abitassero tre romene». Nel corso delle indagini Misia non è stato mai rintracciato.