Paolo Baroni, La Stampa 8/11/2006, pagina 15., 8 novembre 2006
Studiando i bilanci della Croce Rossa dal 2003 al 2005 l’Ispettorato Generale della Finanza ha scoperto un buco di 14 milioni di euro
Studiando i bilanci della Croce Rossa dal 2003 al 2005 l’Ispettorato Generale della Finanza ha scoperto un buco di 14 milioni di euro. Il quotidiano Italia Oggi, che ha pubblicato stralci del rapporto, sottolinea che l’organizzazione «ebbe un ruolo fondamentale nelle trattative più o meno segrete per il rilascio di alcuni connazionali rapiti sul territorio iracheno dai terroristi vicini ad al Qaeda». Si sospetta dunque che i soldi mancanti, in gran parte stanziati dal ministero della Difesa per la missione in Iraq, sarebbero serviti per pagare almeno in parte i riscatti degli ostaggi. L’ex commissario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, giustifica il buco con un «ritardo di rendicontazione» dovuto a blocchi burocratici: «Il ministero della Difesa sa esattamente come stanno le cose, che si tratta di soldi gestiti direttamente da esso e diretti al personale militare della Cri, ausiliario delle forze armate, in attività a Nassiriya, e non a Baghdad. Per questo non li chiede indietro». In effetti, secondo i riscontri contabili, una parte di questa cifra sarebbe andata a pagare gli aumenti di stipendio al personale. Ma la parte restante non si sa che fine abbia fatto. L’attuale presidente della Croce Rossa Massimo Barra ammette di aver ereditato una situazione di bilancio «alquanto problematica» e una «situazione di cassa molto compromessa». I debiti negli ultimi anni si sarebbero accumulati anche a causa di ritardi nei pagamenti da parte del ministero della Salute e mancherebbero almeno sei milioni di euro per onorare gli aumenti degli stipendi.