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 2006  novembre 08 Mercoledì calendario

Avolio Giuseppe

• Afragola (Napoli) 10 dicembre 1924, Roma 1 novembre 2006. Politico • «[....] fondatore e primo presidente della Confederazione italiana coltivatori, oggi Cia. Giornalista, scrittore, parlamentare, organizzò le lotte per la riforma agraria. Antifascista, nel 1943 venne catturato dai fascisti e deportato in Germania. Tornato dalla prigionia, fondò un settimanale ad Afragola, diventato lo strumento critico di ogni sopruso. Nel gennaio 1946 è eletto segretario della sezione del Psi di Afragola. Nel 1955, quando si costituisce a Roma l’Alleanza nazionale dei contadini, viene eletto vicepresidente, prima con Grieco e poi con Sereni. Deputato la prima volta nel 1958 ha svolto una intensa attività parlamentare. Con l’avvento del centrosinistra, è tra i promotori del nuovo Psiup, per tornare al Psi nel 1972. La scomparsa di Avolio ha suscitato grande commozione in tutti gli ambienti politici, agricoli, sindacali ed economici. Avolio è stato anche componente della Fipa (Federazione internazionale produttori agricoli e membro del Copa, la confederazione degli agricoltori europei. Per il suo impegno per lo sviluppo del mondo agricolo europeo ha ricevuto dalla Francia la Croce al Merito» (’la Repubblica” 2/11/2006) • «Quando, nell’ottobre del 2000 lasciò dopo 23 anni, la presidenza della Confederazione italiana agricoltori, di cui era stato fondatore nel 1977, Giuseppe Avolio, si accommiatò con un aneddoto di famiglia: ”Mio nonno - raccontò - al compimento del suo ottantacinquesimo anno, riunì nell’aia della cascina in cui viveva, figli nipoti e parenti venuti per festeggiarlo. Li guardò, si tolse la giacca, afferrò l’ascia e con un solo colpo netto spaccò in due un grosso ceppo di legno. Quindi si rimise la giacca, sorrise allargando le braccia come per abbracciare tutti, e disse: ”Vi auguro di arrivare alla mia età essendo in grado di fare altrettanto’”. Peppino Avolio a 85 anni non c’è arrivato [...] una vita dedicata al riscatto della gente dei campi, che ha aiutato a conquistare, dignità, ruolo e rispetto. Niente più ”cafoni” e ”zappaterra”, ma imprenditori a pieno titolo. Nato ad Afragola, presso Napoli, il 10 dicembre del 1924, da antica famiglia socialista, Giuseppe Avolio diventa antifascista militante nel 1942, appena compiuti gli studi classici. Chiamato alle armi nell’agosto del 1943 è catturato dai tedeschi a Torino la sera stessa dell’8 settembre e deportato in Germania. Rimane due anni in campo di concentramento, prima a Lathen e poi a Remschheid, in Renania Westfalia. Liberato dagli americani nel maggio 1945, sebbene duramente debilitato dalle privazioni, fonda e dirige, nel campo di Dusseldorf-Eller, col permesso delle autorità alleate, il giornale ”La libera uscita”, destinato ai prigionieri di guerra italiani della zona. Rientrato in patria Avolio si dedica al giornalismo da professionista e dal ”48 al ”50 dirige l’edizione napoletana dell’’Avanti!”, intanto si dedica all’attività sindacale e politica (eletto più volte deputato si segnala, tra l’altro, con proposte di legge per la riforma dei Consorzi agrari e dei Fondi rustici). Con l’avvento del centrosinistra è tra i promotori del nuovo Psiup ed è eletto nella Direzione. Nel 1972, ritorna nel Psi di cui, dal 1973 al 1977, assume l’incarico di responsabile nazionale della politica agraria. In questa veste si batte per la ristrutturazione delle organizzazioni agricole e propone la convocazione di una ”costituente per l’unità nelle campagne”, da cui, nel dicembre 1977, nasce la Confederazione italiana coltivatori, organizzazione ”laica”, cioè non ideologica, autonoma dai partiti dai sindacati e dai governi. Ed è sempre Giuseppe Avolio a pilotare il nuovo corso dell’associazione che, nel 1992, cambia nome in Confederazione italiana agricoltori. Resta fino all’ottobre del 2000, quando lascia la presidenza dopo aver portato avanti tantissime battaglie e raggiunto moltissime conquiste per gli agricoltori italiani. Il suo impegno prosegue però al vetrice della Fondazione ABC per il progresso dell’agricoltura e in molti altri ruoli nel mondo del giornalismo e della cultura. Riconoscimenti alla sua lealtà, onestà, dignità, impegno totale per il settore e la grande capacità sono stati espressi, all’annuncio della sua morte, da tutti gli esponenti politici, economici e sindacali con i quali Avolio ha avuto rapporti franchi, leale antagonismo e fattiva collaborazione con l’unico obiettivo di affermare la democrazia, la libertà, lo sviluppo socioeconomico, la valorizzazione dell’agricoltura. [...]» (’La Stampa” 2/11/2006).