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 2006  novembre 07 Martedì calendario

La Finanziaria di Tremonti, al comma 54 dell’articolo 1, tagliava del 10 per cento gli stipendi di: sindaci, presidenti delle province e delle regioni, presidenti delle comunità montane, presidenti dei consigli circoscrizionali, comunali, provinciali, e regionali

La Finanziaria di Tremonti, al comma 54 dell’articolo 1, tagliava del 10 per cento gli stipendi di: sindaci, presidenti delle province e delle regioni, presidenti delle comunità montane, presidenti dei consigli circoscrizionali, comunali, provinciali, e regionali. La legge tagliava anche i rimborsi, i soldi per l’assunzione di assistenti, indennità di missioni ecc. Il 6 ottobre il Consiglio dei ministri si è pronunciato su una legge della Toscana che in pratica aggira il taglio di Tremonti. Il promotore della legge è stato il consigliere regionale toscano Jacopo Maria Ferri (ex Forza Italia poi Udeur), figlio dell’ex ministro Enrico Ferri, insieme al collega Maurizio Bianconi (An). Secondo i consiglieri, le percentuali dei rimborsi spese mensili vanno calcolate «senza tenere conto della riduzione del 10 per cento» prevista da Tremonti. Questa riduzione inoltre «non si applica alla diaria mensile». La «determinazione dell’ammontare dell’assegno vitalizio spettante ai consiglieri cessati dal mandato» va calcolata senza tenere conto della riduzione del 10 per cento dell’indennità mensile, e così pure l’ammontare dell’indennità di fine mandato. Insomma la legge regionale (su cui Francesco Storace sta per presentare un’interrogazione parlamentare) riduce il taglio. In aula hanno votato contro solo i Ds, tutti gli altri a favore. Il Veneto ha usato lo stesso escamotage della Toscana. La Sicilia ha tagliato l’indennità (del 7,3 per cento, non del 10), ma ha per esempio raddoppiato altre voci: l’«indennità DPA 79/75», la «franchigia telefonica» e altro ancora. Soprattutto è stata tagliata la base imponibile e la ritenuta Irpef lorda è scesa da 4.288 a 3.931 euro. Stessa cosa è successa agli stipendi di deputati e senatori: lo stanziamento del capitolo 1.2.1 (indennità parlamentare) in bilancio parla di un taglio del 5,51 per cento per l’effetto combinato «della decurtazione del 10 per cento delle competenze in questione e del successivo incremento delle stesse, ipotizzato nell’ordine del 4,5 per cento, che verrà applicato quando sarà disponibile il tasso d’incremento delle retribuzioni della magistratura».