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 2006  novembre 07 Martedì calendario

A fil di rete. Corriere della Sera 7 novembre 2006. Se provate a chiedere a una conduttrice il nome della collega che più ammira, la risposta è scontata: Maria De Filippi

A fil di rete. Corriere della Sera 7 novembre 2006. Se provate a chiedere a una conduttrice il nome della collega che più ammira, la risposta è scontata: Maria De Filippi. Perché è brava, sicura, maestra (di scuola e di vita). Perché ha doti maieutiche ed è insuperabile nell’autostima. Eppure l’immagine della De Filippi è pur sempre quella di Nostra Signora dei Tronisti, una Raffaella Carrà più consapevole del trash e perciò capace di gettare alle ortiche le case di bambola per sostituirle con jeans griffatamente sdruciti e tacchi a spillo da 12 cm. Maria, come la chiamano tutti, è una donna molto determinata e di grande furbizia scenica: conosce i suoi limiti e li ribalta in pregi. Seguendo per una volta l’interminabile "C’è posta per te" (Canale 5, sabato, ore 21) saltano fuori due cose in maniera evidente. La prima è che la fredda, la cinica, la calcolatrice Maria crede nei sentimenti. In senso tecnico, come materia di spettacolo. Non fa l’errore (tipico dell’ultimo Costanzo) di occuparsi delle psiche. No, per quella ci sono i Crepet, i Morelli, i Bonolis. Lei si ferma giustamente un attimo prima: bambini down, famiglie disastrate, madri da ricovero immediato, soggetti votati al suicidio cercano in lei una chance prima della catastrofe. L’ultima opportunità da condividere con Maria e i figli di Maria è il sentimento: spudorato, sublimato, démeublé. La seconda sono i suoi famosi silenzi: Maria tace spesso, Maria sa ridare al silenzio la sua efficacia espressiva, Maria riscopre la funziona vitale dell’ intervallo. Probabilmente tace perché non sa cosa dire, fatica a chiudere un discorso. Questa la sua bravura: trasformare una defaillance in carta vincente. E quando infine rompe il silenzio la scena si riempie di una parola maschia, padana, straniante. La De Filippi è regina di un’audience medio-bassa: sciampiste dentro ed ex lettori di Susanna Tamaro, sognatori del Billionaire e nostalgici di Mogol-Battisti. Ma regina è. E come tale non appartiene più a questo mondo, non ha sesso, si accontenta di un principe consorte. Per questo tutte le conduttrici sognano di idealizzarsi in Maria. Che non sgomita, non urla, non incita alla rissa. Si limita a reintrodurci al noviziato del sentimento comune. Aldo Grasso