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 2006  novembre 06 Lunedì calendario

Recensione:

Lubecca, Germania, alba del 6 febbraio 1721: in casa Heinecken nasce Cristiano Enrico, sesto figlio di Paul, che alla madre Catharina, stremata dal parto, rivolse le immediate sue prime parole: ”Scusatemi, madre mia, per il dolore che vi ho arrecato. Saprò farmi perdonare”. La vicenda, rigorosamente vera e ampiamente documentata, è narrata da Guido Guerzoni, docente di Storia economica ed Economia dei beni culturali alla Bocconi di Milano, nel suo libro ”Il bambino prodigio di Lubecca”, Allemandi, pagg. 251, euro 15: primo episodio di una trilogia di vite esemplari che l’autore redigerà via via. Cristiano Enrico Heinecken fu un bambino prodigio incredibile: appena nato già sapeva parlare (alla madre sembrò di vedere un orecchio al posto del proprio ombelico, qualche mese prima del parto), a un anno conosceva le sacre scritture, a due parlava il latino, a tre s’intendeva di francese e interpretava gli atlanti, narrando gli eventi storici più significativi. Cagionevole di salute, trascorreva le giornate tra letto, scrittoio e le braccia della nutrice Sofia. Morirà a quattro anni, quattro mesi, ventun giorni e pochi minuti, il 27 giugno 1725. Ricevette elogi e doni da tutti gli europei in vista dell’epoca.