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 2006  novembre 06 Lunedì calendario

Lauro,

"L’industria sono io, perché io m’industrio". Il gioco di parole è di Vito Bossone, 45 anni, sindaco di Lauro, Avellino, Campania. Dove gli abitanti sono 3.628. I nuclei familiari 1.150: di questi, almeno 110 hanno un familiare in Comune. Merito di questo medico vicino all’Udeur di Mastella, che da quattro anni è sorvegliato speciale della Cgil a causa delle troppe assunzioni pubbliche, tutte fuori concorso. La miccia l’accesero cinque dipendenti comunali, finiti in mobilità. Ma com’è possibile, s’era chiesto il sindacato, che il primo cittadino assuma a man bassa, mentre il municipio si sbarazza di impiegati? Si parlò di dissidi politici e di passi più lunghi della gamba, che disvelò "l’amministrazione creativa" di Bassone rendendola caso nazionale: succhiare fino all’osso fondi, contributi, leggi e cavilli per far lavorare più gente possibile. E il consesso gli arride. Giovanni Sperandeo, giornalista locale: "Alla fine a forza di contratti, magari part-time, magari fantasiosi, ha assunto mezzo paese. E le famiglie campano". Pino Graziano, principale oppositore: "Nulla da dire sulla politica occupazionale del sindaco. Critico solo la discrezionalità a senso unico. Diciamo che assume solo chi lo vota e ignora gli altri". Bossone va comunque avanti per la sua strada: affitta locali all’Università Partenope, sfrutta l’indotto degli studenti e dall’Ue e dalla Regione si fa rifare piazza e corso. "Lo faccio per il paese… e per i voti", dichiara. "Dicono che perderò le elezioni. Scommettiamo che le vinco?".