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 2006  novembre 09 Giovedì calendario

Da bambino Niccolò Ammaniti, a Carnevale, amava vestirsi da cadavere, da pipistrello, da Morte. «Disegnavo cimiteri e mi piacevano i dinosauri: mi affascinava l’idea di tutti quegli animali morti improvvisamente

Da bambino Niccolò Ammaniti, a Carnevale, amava vestirsi da cadavere, da pipistrello, da Morte. «Disegnavo cimiteri e mi piacevano i dinosauri: mi affascinava l’idea di tutti quegli animali morti improvvisamente. Anche le favole che leggevo erano macabre, con gli orchi, le streghe». Adesso ha il terrore della morte: «Forse per questo amo gli zombi: loro tornano in vita. E’ vero, lo fanno in condizioni un po’ sgradevoli, costretti a ciondolare in mezzo alle strade come cretini o a mangiare altri cadaveri, però l’idea mi rassicura». Quando scrive spesso si rintana in luoghi lontani da Roma: «Vado in posti che mi interessano poco, in modo che il mondo sia tutto dentro il computer. Per scrivere ”Ti prendo e ti porto via” sono stato parecchi mesi in Scozia, in una casetta vicino a un lago. Era inverno, faceva freddo, intorno era tutto grigio e non avevo neppure la macchina: mi portavano ogni tre giorni a fare la spesa».