Enrico Franceschini, la Repubblica 1/11/2006, pagina 37., 1 novembre 2006
la Repubblica, mercoledì 1 novembre Insieme a Umberto Eco e a Noam Chomsky, l´anno scorso Richard Dawkins è stato indicato come uno dei tre intellettuali più influenti del mondo in un sondaggio internazionale condotto dalla rivista Prospect
la Repubblica, mercoledì 1 novembre Insieme a Umberto Eco e a Noam Chomsky, l´anno scorso Richard Dawkins è stato indicato come uno dei tre intellettuali più influenti del mondo in un sondaggio internazionale condotto dalla rivista Prospect. Biologo evoluzionista, titolare della cattedra di comunicazione della scienza all´università di Oxford, autore di libri folgoranti come Il gene egoista e Il racconto dell´antenato (quest´ultimo appena pubblicato da Mondadori), il professor Dawkins è probabilmente anche l´ateo più militante del pianeta. In pubblicazioni accademiche, conferenze, trasmissioni televisive, conduce da anni un´accanita battaglia contro la religione. Ora ha dedicato all´argomento un libro intero: The God delusion (L´illusione di Dio), da poco uscito in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, il cui scopo dichiarato è dimostrare "scientificamente" l´inesistenza dell´Essere Soprannaturale che tutte le religioni della terra, e in particolare le tre monoteistiche, pur chiamandolo con nomi diversi e attribuendogli differenti poteri, considerano il nostro Creatore. Due avvenimenti lo hanno spinto ad agire. Uno è l´attacco terroristico all´America dell´11 settembre 2001, il risultato più impressionante del fanatismo religioso. I kamikaze islamici pensavano di compiere la volontà di Dio. Condannare simili zeloti è facile, osserva Dawkins, ma che rapporto hanno quei terroristi suicidi con i credenti ordinari, sensibili, pacifici? «Il problema», si risponde da solo, «è che i credenti, diciamo così moderati, a qualunque religione appartengano, contribuiscono a costruire un´atmosfera più confortevole e sicura per gli estremisti, perché promuovono l´idea della fede come virtù assoluta e obbligano tutti a un rispetto esageratamente pio della religione». L´altro elemento che lo ha ispirato è l´ascesa al potere della "destra religiosa" negli Stati Uniti. «L´America di Bush è una teocrazia», afferma lo scienziato. «Mentre in Europa si è continuata a sviluppare una tendenza all´illuminismo e al raziocinio scientifico, in America e nel mondo islamico è in corso un´esplosione di fanatismo teocratico. In effetti, i cristiani americani da una parte e i musulmani dall´altra combattono la stessa battaglia, in cui gli europei rimangono presi nel mezzo. Bush e bin Laden sono dalla stessa parte: la parte della fede cieca e della violenza, contro la parte della ragione e della discussione». La prima metà di The God delusion si ripropone di dimostrare che non esiste alcun Dio. L´uomo, nota il professor Dawkins, è il prodotto della lentissima evoluzione che in circa tredici miliardi di anni, attraverso la naturale selezione della specie, ha portato a ciò che siamo oggi. Armato della teoria di Darwin, l´autore comincia col contraddire i creazionisti che prendono alla lettera le sacre scritture, convinti che il mondo è stato fatto effettivamente in sette giorni (anzi sei, perché nel settimo il creatore riposò), e i più sofisticati ragionamenti del teologo Tommaso d´Aquino. Più oltre, a chi riconosce che siamo il prodotto dell´evoluzione ma sottolinea che soltanto un Essere Supremo avrebbe potuto creare un universo perfettamente calibrato per svilupparla, il biologo risponde con una domanda: «E allora chi ha creato Dio? Perché ogni Dio capace di disegnare un universo del genere deve essere una entità supremamente complessa e altamente improbabile, la cui esistenza necessita di spiegazioni ancora più grandi di quelle necessarie a spiegare la nostra esistenza». Dawkins ammette che non si può fornire prova assoluta che Dio non esiste: «Ma possiamo valutare», osserva, «se la sua esistenza è più o meno probabile. Ci sono un´ìnfinità di cose di cui non possiamo provare in modo definitivo l´inesistenza, gli unicorni, i lupi mannari, tazzè da te che ruotano attorno a Marte. Eppure non le prendiamo sul serio, a meno che non vi sia qualche ragione concreta per credere che esistano. Perché dovremmo ragionare diversamente su Dio?». La seconda parte del libro affronta quesiti più filosofici. Se l´uomo è il prodotto dell´evoluzione darwiniana e la maggior parte dell´umanità crede in Dio, quale pressione esercitata dalla selezione naturale ha originariamente favorito l´impulso a credere in una religione? La tesi dell´autore è che i bambini sono "programmati" in modo da avere una fiducia innata in ciò che raccontano loro gli adulti: poiché gli adulti raccontano che Dio esiste, i bambini ci credono, e questa fede viene trasmessa di generazione in generazione. «Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere», nota Dawkins. «Eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Con la religione, invece, si fa un´eccezione». Altre motivazioni citate a sostegno dell´universalità della fede in Dio: la morte dei membri del clan o della famiglia deve avere influito sullo sviluppo della religiosità nell´uomo primitivo. Odierne statistiche indicano che i credenti vivono più a lungo, hanno una salute migliore, sono mediamente più sereni dei non credenti: una prova, anche questa, che la spiritualità ha probabilmente rafforzato la specie umana nel suo cammino evolutivo. Ma riconoscere che la fede è utile alla sopravvivenza della specie non dimostra che quella specie è stata creata dal Padreterno. Se Dio non c´è, tuttavia, perché dovremmo essere buoni? Ovvero, da dove ha preso l´uomo i valori morali che gli fanno soppesare il bene e il male, propendendo per il primo, se non glieli ha ispirati la religione? Dawkins sostiene che anche la morale è un risultato dell´evoluzione, perché consentì agli uomini di trarre beneficio dalla solidarietà e dalla cooperazione; e aggiunge che il mondo sarebbe un luogo decisamente migliore se la morale predicasse soltanto di fare del bene al prossimo, senza il contorno di "ossessioni religiose" sui peccati della carne e le tentazioni del piacere sessuale. «Senza la religione», conclude polemicamente, «staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il previlegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell´aldilà». In tal caso, però, quale sarebbe il significato dell´esistenza, una volta eliminata l´illusione di Dio? «L´esistenza avrebbe un significato assai maggiore», ecco la sua opinione. «La visione scientifica dell´esistenza è poetica fino a risultare quasi trascendentale. Siamo incredibilmente fortunati ad avere avuto il previlegio di vivere per alcuni decenni su questa terra, prima di morire per sempre. E noi che viviamo oggi siamo ancora più fortunati, perché possiamo comprendere, apprezzare e godere l´universo come nessuna delle generazioni precedenti ha potuto fare. Abbiamo il beneficio di secoli di scoperte e progressi scientifici alle spalle. Aristotele sarebbe sbalordito da ciò che uno scolaretto qualsiasi potrebbe insegnargli oggi. Ecco cosa dà significato alla vita. E il fatto che questa vita abbia un limite, e sia l´unica vita che abbiamo, ci rende ancora più determinati ad alzarci ogni mattina e cercare di partecipare al meraviglioso ciclo della natura». Nonostante l´ondata di fanatismo religioso che attraversa il mondo, il professor Dawkins è ottimista, non solo perché si augura scherzosamente di «convertire all´ateismo» un po´ di credenti con il suo libro. «I miei amici americani temono che il mondo stia sprofondando di nuovo verso i Secoli Bui. Ma la direzione della storia va chiaramente nel senso opposto, verso l´illuminismo, il raziocinio, la modernizzazione. Penso che l´America stia attraversando solo un temporaneo regresso. Ho buone speranze per il futuro. Queste cose passano». Intanto, The God delusion è in testa alla classifica dei best-seller nel Regno Unito ed è il titolo più venduto su Amazon. com, la maggiore libreria digitale del mondo. «Quest´anno un mucchio di gente comprerà un libro contro la religione», predice laicamente il Times di Londra, «come regalo di Natale». Enrico Franceschini