Rodolfo Di Gianmarco, la Repubblica, 31/10/06 pagina 58, 31 ottobre 2006
Emma Dante, palermitana, regista, attrice e drammaturga, autrice dello spettacolo ”Cani di bancata” che è un crudo ritratto della mafia di oggi (in scena una donna che fa il Mammasantissima, nove ”appartenenti” e un ferroviere affiliato)
Emma Dante, palermitana, regista, attrice e drammaturga, autrice dello spettacolo ”Cani di bancata” che è un crudo ritratto della mafia di oggi (in scena una donna che fa il Mammasantissima, nove ”appartenenti” e un ferroviere affiliato). Secondo lei la mafia oggi è diversa, «il clou non più Provenzano, la cicoria, il formaggio e Radio Maria», «la mafia è entrata nella politica con cariche illustri, mette le mani negli appalti, ha una vocazione imprenditoriale che al racket, al pizzo, alla droga preferisce la gestioen di grandi progetti e società». «Non serve rappresentare armi, sangue, morti. La logica attuale fa leva su una pace preoccupante (cosa che allarmava anche Falcone)». Nel suo spettacolo c’è un Mammasantissima al femminile perché «la mafia si incontra in un luogo chiamato ”casa santa” e una donna incarna idealmente la madre di tutti loro. Li nutre, li fa studiare, li fa infiltrare nella società applicando un’iconografia cattolica». «La figura materna è così importante che si dice ”Nel nome del padre, del figlio, della madre, dello spirito santo”».