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 2006  ottobre 28 Sabato calendario

Il Fisco apre conti e portafogli. Il Sole 24 Ore 28 ottobre 2006. Prima regola: portare sempre con sé il codice fiscale

Il Fisco apre conti e portafogli. Il Sole 24 Ore 28 ottobre 2006. Prima regola: portare sempre con sé il codice fiscale. Ormai è diventato come la carta d’identità. Non basta ricordarlo a memoria. L’impiegato di turno, in banca o alle Poste, vuole vederlo materialmente per poi annotarne il numero accanto al documento dell’operazione eseguita. Conseguenza? Si allungano le file, aumenta il carico di lavoro per gli sportelli e l’utente-consumatore-risparmiatore rischia di perdere la pazienza. Ma è lo scotto da pagare alla lotta all’evasione fiscale, avviata dieci anni fa con la creazione dell’Anagrafe tributaria (primo governo Prodi) e rinnovata dalla Finanziaria 2005 dell’Esecutivo Berlusconi. Ora la circolare dispositiva dell’Agenzia dell’Entrate, la 32/E, in 150 pagine fa il riassunto delle puntate precedenti e comunica a 30mila intermediari finanziari (fiduciarie comprese, vedi pagina 6) i metodi per immagazzinare in modo corretto e, si spera, sicuro milioni di dati sensibili. Per poi girarli, dietro autorizzazione, al Grande Fratello Fisco. Passepartout elettronici. Guardia di Finanza e dirigenti dell’Erario non possono entrare nei cervelloni informatici a loro discrezione. Devono essere autorizzati nell’ambito di uno specifico procedimento. Altrimenti vi è un accesso abusivo, come è accaduto ai danni del premier Romano Prodi e della moglie e su cui sta indagando la Procura di Milano. Dal primo settembre 2006, in particolare, Gdf e Agenzia delle Entrate devono inviare un messaggio di posta elettronica per chiedere informazioni a banche, Poste e altri intermediari finanziari. Sono email certificate: soltanto dopo aver ottenuto la risposta, l’investigatore può entrare nell’archivio telematico. Dal primo settembre, sono già 3mila i sistemi di posta elettronica certificata: 1.200 società finanziarie, leasing e factoring, 375 società d’investimento, 570 cambio valute, 105 Sim, 180 Sgr, 200 fiduciarie e 778 banche. Privacy a rischio. Per il contribuente medio italiano cosa cambierà? Vita privata e business saranno di certo più scandagliati rispetto al passato. Ma vi sono due Garanti (vedi pagina 5) a cui rivolgersi per arginare l’invadenza dell’Erario. Inoltre Fisco e Gdf potranno indagare solo nell’ambito dell’autorizzazione ricevuta. Paletti ben precisi quindi, altrimenti le prove raccolte saranno "viziate" e quindi inutilizzabili in un futuro procedimento. Un ruolo chiave lo giocano poi gli intermediari finanziari: hanno l’obbligo di informare subito il cliente degli accertamenti in corso da parte del Fisco. Archiviate tutto. Fino ad oggi, gli istituti di credito dovevano immagazzinare soltanto le operazioni dei clienti: dal conto corrente al dossier titoli, oltre a tutti i servizi prestati. Dal primo gennaio di quest’anno invece vengono archiviate pure le operazioni extraconto ovvero quelle dei clienti occasionali. E quindi (ma l’elenco non è esaustivo): negoziazione assegni, assegni circolari, bonifici senza addebito in conto, acquisti di valuta estera e certificati di deposito, cassette di sicurezza. In tutti questi casi, la banca o lo sportello postale deve chiedere il codice fiscale. L’obiettivo è la tracciabilità delle operazioni. Gli 007 del viceministro Vincenzo Visco possono chiedere i dati delle operazioni extraconto ma, spiega la circolare 32/E, dovranno dimostrare che vi è stata "un’interposizione fittizia". Operazione semplice quando a far da schermo sono i familiari. In altre situazioni invece sarà più dura dimostrare l’esistenza di una "testa di legno". Franchigia postale. Le notizie sui rapporti finanziari finiscono in una sottosezione dell’Anagrafe tributaria, il cervellone del ministero delle Finanze. Lì viene archiviato tutto. Le Poste però godono di una franchigia: gli sportelli della PT non chiedono il codice fiscale né i dati identificativi a coloro che effettuano operazioni finanziarie tramite bollettino di conto corrente postale per un importo inferiore a 1.500 euro. Un’eccezione che non va giù alle banche: sarebbe allo studio un’estensione anche agli istituti di credito. Antiriciclaggio. Da segnalare infine che per recuperare informazioni anteriori al 2006, la circolare 32/E consente a Fisco e Gdf di acquisire notizie dall’Archivio Unico Informatico (Antiriciclaggio) dove vengono raccolte tutte le operazioni di importo superiore ai 12.500 euro o frazioni di 3.098 "che concorrono a raggiungere il predetto limite complessivo nell’arco di sette giorni lavorativi". Vitaliano D’Angerio Marilena Pirrelli