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 2006  ottobre 28 Sabato calendario

Intesa-Sanpaolo scopre le carte. Il Sole 24 Ore 28 ottobre 2006. Roma. Più semplice di così: il secondo gruppo bancario nazionale si chiamerà "Intesa-Sanpaolo"

Intesa-Sanpaolo scopre le carte. Il Sole 24 Ore 28 ottobre 2006. Roma. Più semplice di così: il secondo gruppo bancario nazionale si chiamerà "Intesa-Sanpaolo". Saranno dunque mantenuti entrambi i nomi delle due banche il cui matrimonio sarà celebrato ufficialmente nelle assemblee convocate il 30 novembre (in prima convocazione) e il primo dicembre (in seconda). A mettere fine al "toto-nome" per il nuovo aggregato bancario (nelle scorse settimane si era però pensato al nome Sintesi) è lo Statuto del nuovo gruppo, depositato ieri assieme al piano di fusione e anticipato dall’agenzia Radiocor. Nel piano vengono meglio delineate strategie e motivazioni del merger, ma anche regole di governance e riflessi contabili. L’operazione richiederà un aumento di capitale da parte di Intesa fino a un massimo di 3 miliardi: non comporterà alcun esborso da parte degli azionisti ma sosterrà l’emissione delle nuove azioni da attribuire ai soci del Sanpaolo, istituto che nei fatti il giorno stesso dell’efficacia delle fusione sarà "estinto", verrà cancellato dal registro delle imprese e sostituito nei diritti e obblighi dalla banca incorporante. Dal punto di vista contabile sarà Intesa a incorporare SanPaolo, tanto è vero che il fair value delle nuove azioni - vale a dire il corso azionario del giorno della fusione - sarà contabilizzato come il "costo" della fusione a carico del gruppo guidato da Corrado Passera. L’incorporazione implica che fino alla fusione "gli azionisti di Sanpaolo mantengano inalterati i loro diritti e gli amministratori restano in carica". per questo motivo che l’accordo dell’aprile 2004 tra Compagnia Sanpaolo, Fondazione Cassa Risparmio Padova e Rovigo, Fondazione Carisbo, Santander e Cdc Ixis "cesserà di avere efficacia al momento della fusione" del SanPaolo con Intesa. Per quel che riguarda il patto parasociale che vincola i grandi soci di Intesa, nel documento si spiega che "non è pervenuta a Banca Intesa alcuna comunicazione da parte degli azionisti aderenti al patto di sindacato circa la permanenza in vigore o la cessazione, per tutti o per alcuni, degli attuali aderenti del patto medesimo". Questo accordo scade nel 2008, ma l’Agricole ha già preannunciato l’uscita e l’intenzione di scendere sotto il 5 per cento. Il documento di fusione include le relazione degli amministratori sul progetto in vista dell’assemblea. In quella predisposta dal cda del SanPaolo si spiega che "una crescita organica in Italia non sembra idonea ad assicurare quel salto dimensionale in grado di far conseguire al gruppo nè una nuova scala produttiva nè, soprattutto, quell’effetto di crescita dell’efficacia commerciale che è proprio di banche fortemente radicate territorialmente". Nel documento si chiarisce, inoltre, che l’integrazione tra le banche presenterà "un basso rischio di esecuzione" e che si prevede "un graduale processo di semplificazione della presenza in Ungheria e in Serbia". Viene chiarito meglio anche il complesso sistema escogitato per l’elezione del consiglio di sorveglianza, con una sorta di voto proporzionale di lista. I nomi dei componenti verranno presi infatti proporzionalmente dalle liste che hanno avuto voti. Non risulta fissata una volta per tutte, invece, la regola dei due direttori generali: potrà essercene anche uno solo, e se saranno due o più, solo uno avrà funzioni vicarie. Sempre ieri si è tenuta l’audizione dei vertici del nuovo gruppo - Corrado Passera, Alfonso Iozzo e Enrico Salza - presso la Commissione Finanze della Camera presieduta da Paolo Del Mese. Tra i temi affrontati il peso internazionale del gruppo, che intende crescere per acquisizioni ma anche aprendo sportelli. Salza l’ha definita una "banca in espansione" che si colloca tra i primi dieci gruppi europei. Passera ha rassicurato sul fatto che non ci sarà soppressione di sportelli in Italia e che obiettivo del nuovo polo bancario sarà inoltre quello di lasciare invariati i servizi alle imprese - tra cui ad esempio il cumulo dello scoperto sui crediti riconosciuto in precedenza da un’azienda presso i due gruppi. E ancora: rassicurazioni sono state fornite ai parlamentari sulla presenza nel Mezzogiorno e sulla volontà di assicurazione un’erogazione più snella e veloce del credito in quelle aree dove sta crescendo progressivamente il ruolo delle banche locali. Laura Serafini