Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2006  ottobre 24 Martedì calendario

Con un referendum i panamensi hanno accettato l’ampliamento del canale di Panama: con 5,2 miliardi di dollari sarà costruita una terza via di navigazione, parallela alle due già esistenti, che consentirà il passaggio dei cargo con dimensioni superiori rispetto a quelli che attualmente possono passarci

Con un referendum i panamensi hanno accettato l’ampliamento del canale di Panama: con 5,2 miliardi di dollari sarà costruita una terza via di navigazione, parallela alle due già esistenti, che consentirà il passaggio dei cargo con dimensioni superiori rispetto a quelli che attualmente possono passarci. L’obiettivo è quello di attirare verso Panama il traffico dei giganteschi cargo (366 metri di lunghezza e 49 di larghezza) che partono dall’Estremo Oriente per andare nei porti degli Stati Uniti. Questi oggi infatti sono obbligati a circumnavigare le Americhe oppure ad attraversare l’Oceano indiano, il Canale di Suez e il Mediterraneo prima di toccare l’Atlantico: con la nuova corsia di Panama le navi potranno compiere il viaggio in circa dieci giorni, con notevoli vantaggi economici. Si calcola che l’impresa creerà 35 mila posti di lavoro nei prossimi anni e un’impennata dal pil nazionale , che per l’80 per cento è frutto dell’indotto dovuto al transito di 40 navi al giorno, per un totale di 14 mila l’anno, ovvero il 5 per cento del totale del commercio mondiale. In Nicaragua stanno invece pensando di costruire un nuovo canale capace di sfruttare il lago Cocibolca, il secondo dell’America latina, per far transitare navi ancora più imponenti, ovvero fino a 250 mila tonnellate rispetto alle 120 consentite dalla nuova via d’acqua panamense.