La Repubblica 28/10/2006, Stefano Bartezzaghi, 28 ottobre 2006
Pompa. La Repubblica 28 ottobre 2006. La leggenda, assai verosimile, dice che persino un politico esperto di spionaggio un giorno si sia incuriosito: "chi c’ è dietro lo pseudonimo di Pio Pompa?" E non abbia poi voluto credere che quel funzionario che con una sua speciale devozione insufflava, iniettava, immetteva, gonfiava, in una parola "pompava" notizie false e veleni dossieristici si chiamasse davvero così: Pio Pompa
Pompa. La Repubblica 28 ottobre 2006. La leggenda, assai verosimile, dice che persino un politico esperto di spionaggio un giorno si sia incuriosito: "chi c’ è dietro lo pseudonimo di Pio Pompa?" E non abbia poi voluto credere che quel funzionario che con una sua speciale devozione insufflava, iniettava, immetteva, gonfiava, in una parola "pompava" notizie false e veleni dossieristici si chiamasse davvero così: Pio Pompa. Tali dati anagrafici da crittografia più enigmistica che spionistica (come quello della poetessa Compiuta Donzella, o di certi sfortunati protagonisti delle rubriche di giochi linguistici, come Vera Vacca o Culetto Rosa), sono completati da "Sismi", il tellurico nome del suo posto di lavoro, e dal fatale indirizzo "via Nazionale", come dire "Italian way of life". "Senti il basso che pompa!" cantava - o almeno diceva in un disco - il giovane Jovanotti, con le sue "esse" blese. Senti il Pompa che pompa, ripetiamo oggi in coro, e la buffa paroletta - che già viaggia dall’ idraulica fino alla pornografia, passando dalla musica rap, dalle biciclette e dalla distribuzione di carburante, sembra alludere anche all’ altro suo senso -: quello cerimonioso e magnificente, delle marce trionfali e delle onoranze funebri. Stefano Bartezzaghi