Caterina Pasolini, la Repubblica 22/10/2006, pagina 25, 22 ottobre 2006
Siccome continua a salire il valore del rame (triplicato in tre anni, oggi tocca gli 8 mila euro a tonnellata), aumentano anche i furti del prezioso materiale lungo le linee ferroviarie e nelle stazioni
Siccome continua a salire il valore del rame (triplicato in tre anni, oggi tocca gli 8 mila euro a tonnellata), aumentano anche i furti del prezioso materiale lungo le linee ferroviarie e nelle stazioni. Qualche giorno fa a Roma qualcuno ha rubato cavi di rame nella stazione in disuso di Bivio Porto, a un paio di chilometri dall’aeroporto di Fiumicino: ne è venuto fuori un black out nel terminal ferroviario, poi un calo di tensione che ha fatto saltare la luce in stazione e lasciato al buio negozi, bar e biglietterie. Spenti i monitor con le informazioni sui treni, le scale mobili e i tapis roulant dello scalo aereo. A Milano i ladri hanno più volte rubato le traversine di rame delle ferrovie facendo saltare il controllo automatico del traffico. Da parecchi cimiteri sono spariti vasi e tettoie di rame, a Montecitorio è stato fermato un imprenditore che usciva dal palazzo con 60 metri di rame avvolti in spalla. Non si contano i casi di grondaie di palazzi smontate e trafugate. Frequenti i ritrovamenti nei campi nomadi: l’ultimo a Roma dove sono stati recuperati circa venti quintali di cavi, bobine e materiali vari rubati all’Acea e Trambus. Tra sostituzione di pezzi rubati e rimborsi ai passeggri per i ritardi, le Ferrovie spendono circa 3 milioni di euro ogni anno.